La sicurezza svedese ha interrotto un’operazione diretta dall’intelligence estera russa che puntava a raccogliere informazioni sul processo decisionale di Stoccolma e a utilizzarle per attività di influenza. Coinvolti ufficiali dell’Svr sotto copertura diplomatica e un agente reclutato in un Paese terzo. Il caso conferma l’attenzione di Mosca per la Svezia, entrata nella Nato nel 2024 e tra i principali sostenitori europei dell’Ucraina

La sicurezza svedese ha ricostruito e interrotto un’operazione di intelligence riconducibile all’Svr, il servizio estero russo, attivo da tempo sul territorio nazionale. Al centro, la raccolta di informazioni sul processo decisionale di Stoccolma e il tentativo di sfruttare dossier sensibili per alimentare divisioni e indebolire la credibilità di Svezia, Unione europea e Nato.

La notizia è stata resa pubblica dalla Säkerhetspolisen, il servizio di sicurezza svedese: il 10 agosto ha annunciato di avere individuato e interrotto un’attività di intelligence pianificata e diretta dall’Svr, il servizio di intelligence estera della Federazione Russa. L’obiettivo, secondo Stoccolma, era raccogliere informazioni sul processo decisionale svedese e creare le condizioni per successive attività di influenza, in particolare su questioni capaci di alimentare divisioni e polarizzazione.