Ferrara, 12 agosto 2026 – Pontelagoscuro, Occhiobello, Stienta e ancora avanti. Anse e acqua che scorre lenta – qualche sasso da superare nel Po incassato tra le sponde, la siccità che ha tolto il tappo. E avanti ancora. Mantova, Guastalla, nella Bassa reggiana, la costa dietro le spalle, laggiù a 190 chilometri, appena un ricordo, un passo dopo l’altro, il guizzo azzurro dell’inarrestabile alieno. Per farsi i muscoli, in quel bagno di acqua dolce che tonifica, effetto doping. Scienziati dell’ateneo di Ferrara studiano il granchio blu, ormai sempre più presente in Italia

La ricercatrice Anna Gavioli traccia l’identikit del granchio blu

Anna Gavioli, 34 anni, è una ricercatrice dell’università di Ferrara. Fa parte del gruppo di studiosi di Ecologia guidati dal professor Giuseppe Castaldelli (Dipartimento di scienze dell’ambiente e della prevenzione). Il suo campo è un po’ particolare, da quando è arrivata la grande emergenza nelle lagune del Delta del Po segue passo passo la vita, il comportamento, traccia l’identikit del granchio blu. Al suo fianco Mattia Lanzoni, professore che spazia dal granchio blu al lupo. Gavioli ha lavorato anche per il parco del delta del Po. La natura, in tutti i suoi aspetti, sotto la lente di ingrandimento del suo microscopio.