Se il metro di misura sono i milioni di visualizzazioni, eccoli, certificati da Instagram al di là di Facebook e TikTok: 2,3 per il video di Matteo Salvini e 2,5 per il filmato di Alice De André. Per il resto del mondo, la storia è questa. Ed è una vicenda di cui possiamo spoilerare subito gli addentellati nordestini: la nipote di “Faber” è la compagna di Tommaso Zoppas, imprenditore di Vittorio Veneto, figlio del top manager Giovanni (Benetton, Glaxosmithkline, Nordica, Coin, Marcolin, Thélios, Tecnica, attuale presidente esecutivo di Ascopiave) e di Antonella Caldart, in passato funzionaria regionale e a lungo assessora comunale. Insomma, i coniugi trevigiani sono i “suoceri” dell’attrice, protagonista in questi giorni dello scontro a distanza con il vicepremier, scaturito dall’evento-omaggio a Fabrizio De André. «Matrimonio? Ogni tanto lo chiediamo a Tommi e Ali: “Dai ragazzi, quand’è che ci fate diventare nonni?”. Però non ci rispondono...», ride la “consuocera” di Cristiano De André, affiancata dal marito.
I VIDEO Ma torniamo ai fatti. Domenica scorsa L’Agnata, storica dimora sarda di Fabrizio De André e Dori Ghezzi, ha ospitato l’esibizione di Diodato nell’ambito del festival “Time in jazz”. All’improvviso una spettatrice si è alzata per contestare la partecipazione di Salvini, accomodato in prima fila accanto a Ghezzi: «Non posso rimanere ad assistere a questo concerto vista la presenza di quell’individuo». Il pubblico ha iniziato a rumoreggiare, tra fischi e grida: «Lasciala parlare»; «Fuori, fuori». Il segretario della Lega è rimasto al suo posto, mentre la vedova di “Faber” si è avvicinata al microfono: «Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo, almeno tentare. Altrimenti non saremmo più un Paese democratico dove possiamo votare». Ha concluso Diodato: «Non sono padrone di casa e non mi permetto di cacciare nessuno. Ma speriamo che la musica di De André illumini un po’ di più la nostra classe politica». Il ministro delle Infrastrutture ha applaudito tutti senza dire nulla, dopodiché lunedì ha postato le immagini e ha acceso il dibattito: «Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no?». E ancora: «Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione». A stretto giro Alice ha acceso la videocamera: «Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la-la-la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo». E poi: «Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi, se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere». LA FAMIGLIA Il tema infiamma e divide. Non ha però dubbi da che parte stare Antonella Caldart, capogruppo consiliare di una civica di centrodestra, già vicecaposegreteria dell’assessore veneto Franco Manzato («Ma io non ho mai avuto la tessera della Lega»): «Alice è una ragazza tosta, intelligente e colta, che non parla mai a vanvera. Lei e Tommaso stanno insieme... da quanto tempo, Gianni? Quattro anni. Si sono conosciuti in Sardegna, la sua terra di origine, dove ormai lui risiede e guida una società sportiva». A unirli sono stati il mare e il vento: vela, windsurf, kitesurf, wingfoil. «Ma anche i due adorati cani e la passione per i fornelli: amano cucinare insieme le verdure dell’orto e replicare le ricette che scoprono nei viaggi. D’inverno vivono nella loro casa di Milano, ma tornano a trovarci ogni volta che possono. Trascorriamo sempre insieme il Natale e abbiamo festeggiato tutti quanti i 90 anni di mia mamma Anna». Si tratta appunto della nonna materna di Tommaso, mentre Alice è nata cinque mesi dopo la morte del nonno paterno Fabrizio. «Ma da nipote conosce perfettamente la sua figura e i suoi testi – sottolinea Antonella – sui quali è imbattibile. È una ragazza brillante, dotata di grande senso dell’ironia e dell’autoironia, che mette a frutto nella stand up comedy, dimostrando di aver trovato la sua strada. Con il cognome che porta, tutti le chiedevano: fai la cantante anche tu? Così è nato il suo meraviglioso spettacolo “Alice (non canta) De André”. A prima vista, bella com’è, può sembrare algida, invece chi la conosce sa quanto è attenta e sensibile. Per questo non mi ha stupita la sua reazione a Salvini: magari impulsiva, ma sincera, in difesa di “Faber”. Il ministro è un personaggio pubblico, per cui dovrebbe sapere che ogni azione ha una conseguenza di cui occorre assumersi la responsabilità, mentre ha dato l’impressione di voler cercare visibilità senza saper partecipare al confronto. Le parole di Dori? Forse da padrona di casa ha cercato di salvare il salvabile, ma personalmente avrei evitato. Se penso che negli anni ‘80 ero andata al concerto di Fabrizio e Cristiano De André... Mai avrei immaginato che un giorno la loro Alice sarebbe entrata, grazie all’amore per Tommaso, a fare parte della mia famiglia».










