«La riflessione del giorno oggi nasce da una cosa che trovo quasi comica. Ieri all'Agnata in Sardegna, a casa di mio nonno, come ogni anno si è tenuto il concerto in suo onore del Jazz Festival, con la piccola differenza che quest'anno in prima fila c'era Matteo Salvini».
Comincia così il video di Alice De André, nipote del cantautore genovese: «Questa frase potrebbe già tranquillamente finire qui, perché io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la la la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione». «Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo», continua.
«Ma il capolavoro arriva dopo – prosegue - Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica. Per la ragazza. Non per Salvini in prima fila a un concerto di De André. Per la ragazza che lo contestava». «A questo punto mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti. Purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente. Perché sì che quello poi diventa maleducato. Divisivo. Fuori luogo».










