Diodato che canta alla serata commemorativa per il cantautore e una spettatrice che si alza e protesta per la presenza del ministro. Il casoDiodato che canta alla serata commemorativa per il cantautore e una spettatrice che si alza e protesta per la presenza del ministro. Il casoMatteo Salvini a un concerto dedicato a Fabrizio De André, una spettatrice che si alza e contesta la sua presenza, Dori Ghezzi che interviene in difesa del dialogo. E poi, a distanza di poche ore, una polemica che si sposta sui social, con il leader della Lega che rivendica il proprio diritto ad ascoltare Faber e Alice De André, nipote del cantautore, che mette in discussione la compatibilità tra le idee del nonno e quelle del vicepremier.I fattiTutto comincia ieri sera, domenica 9 agosto, all'Agnata, la casa in Gallura dove De André e Dori Ghezzi si trasferirono alla fine degli anni Settanta, oggi trasformata in una struttura ricettiva. Nell'ambito del festival Time in Jazz, diretto artisticamente da Paolo Fresu, Diodato si esibisce nella tradizionale serata dedicata a Faber. Tra il pubblico c'è anche Salvini, in vacanza in Gallura e seduto accanto a Dori Ghezzi. Durante il concerto una spettatrice si alza e interrompe l'esibizione. "Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c'entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui", dice rivolgendosi a Diodato. Dal pubblico arrivano fischi, ma anche alcuni applausi. A intervenire è Dori Ghezzi, che prende il microfono e risponde alla contestazione: "Non sono d'accordo, io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire". Parole accolte dagli applausi del pubblico e dello stesso Salvini. Anche Diodato prende posizione, senza nascondere la distanza politica dal vicepremier ma spiegando di voler proseguire il concerto. "Quante volte mi sono definito lontano anni luce da certi pensieri e certe attitudini politiche. Non credo sia giusto smettere di suonare, ma rispetto anche chi decide di andare via. Io ovviamente non sono il padrone di casa, non mi permetto di cacciare nessuno e sono un ospite. Speriamo solo che la musica di De André illumini anche un po' di più la nostra classe politica".Il vicepremierMonta la polemica social e il giorno dopo, 10 agosto, arriva la risposta di Salvini. In un lungo intervento sui social il leader della Lega parte dalla contestazione ricevuta all'Agnata per rivendicare la libertà di partecipare a un concerto indipendentemente dalle proprie idee politiche. "Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l'artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno - e ripeto nessuno - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare".Salvini allarga poi il ragionamento alla libertà di espressione: "Sapete però - sottolinea - cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee "giuste"? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi".Il vicepremier rivendica quindi un rapporto con la musica di De André che risale alla sua giovinezza. "Non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai - continua -. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione". E conclude: "Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre. Perché in democrazia l'avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella. Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti".La nipote dell'artistaPoche ore dopo la reazione di Alice De André, figlia di Cristiano e nipote di Fabrizio, che affida a un video sui social la propria risposta alla vicenda. "Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il 'la la la?' Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo". De André difende la spettatrice che aveva contestato il vicepremier e sposta la questione sul modo in cui, a suo giudizio, viene oggi ricordato il nonno: "Mi viene il dubbio che De André sia diventato una sorta di santino nazionale, quello che ascoltiamo tutti purche nessuno si azzardi a ricordare cosa diceva realmente,". Immaginando quale sarebbe stata la reazione del nonno alla presenza del leader della Lega: "Mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che cazzo ci faceva lì".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp