È curioso come, per una volta, a mettere in difficoltà una grande opera non sia una protesta di piazza, né il ricorso a un tribunale. A farcela (per il momento) è una piccola rana delle Ande, divenuta improvvisamente una celebrità globale grazie a un padrino d’eccezione. Leonardo DiCaprio ha infatti lanciato un appello per salvare l’Alsodes pehuenche, anfibio rarissimo in pericolo critico di estinzione, minacciato dal tracciato di un progetto elettrico di Enel in Cile. Ventiquattr’ore dopo l’esternazione della star, la seduta prevista della Sea – il Servicio de Evaluación Ambiental, chiamato a esprimersi al riguardo – è stata rinviata alla prossima settimana. Per il contrattempo, lo storico quotidiano La Tercera chiama in causa generici «problemi di agenda», ma certo la coincidenza è suggestiva. Sul versante argentino, le pratiche per una linea ad alta tensione erano già aperte dal 2019, ma il progetto esce allo scoperto il 15 ottobre 2021. Quel giorno Enel Generación Chile deposita al Sea, il Servicio de Evaluación Ambiental, lo studio d’impatto per un progetto di interconnessione internazionale tra due poli idroelettrici. Il primo è cileno, è gestito da Enel Green Power a Los Cóndores e sfrutta le acque di fusione sia della cordigliera andina sia della Laguna del Maule. Il secondo è argentino ed è un sistema idroelettrico integrato del Río Diamante, che coordina tre centrali di Pampa Energia. Il percorso della linea si svilupperebbe per 26,7 chilometri in Cile e altri 300 circa in Argentina. Il problema principale sollevato dagli ambientalisti non è l’opera nel suo complesso, ma il breve tratto cileno, con i suoi 72 piloni di sostegno che coinvolgerebbero il Paso Pehuenche e attraverserebbero il paesaggio andino dell’Alto Maule, interessando Valle del Campanario, Valle de los Cóndores, Potrero Lo Aguirre e Laguna del Maule. Quelle zone sono le uniche in cui sopravvive l’Alsodes pehuenche, comunemente denominata «rana dal petto spinoso»: un anfibio lungo pochi centimetri, notturno, che vive nei gelidi corsi d’acqua alimentati dallo scioglimento delle nevi. È una specie microendemica, che la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura considera in pericolo critico. In natura ne resterebbero meno di mille esemplari. Un’ottantina di organizzazioni – tra associazioni ambientaliste, comitati di cittadini, residenti e operatori turistici – ha dato vita al progetto Salvemos Alto Maule, incassando a luglio il sostegno del deputato Roberto Celedón, eletto nella lista della Sinistra Cristiana. È un avvocato specializzato in diritti umani che, per questo caso, ha sconfinato in quelli animali. Anche la Rete cilena di erpetologia sostiene che il tracciato aggiungerebbe una nuova pressione su una specie che ha già pagato un prezzo pesante per i lavori sul Paso Pehuenche. L’alterazione dei corsi d’acqua avrebbe causato, secondo il ministero cileno dell’Ambiente, una mortalità stimata del 25 per cento della popolazione. Altre minacce sono bestiame, trote introdotte e chitridiomicosi, un fungo che ha già decimato anfibi in tutto il mondo. Per la salvaguardia della specie sono arrivate al procedimento di valutazione ambientale qualcosa come 15.993 osservazioni. Un numero record per il sistema cileno, al punto che la Sofofa, potente associazione industriale, ha osservato che la partecipazione assomigliava a una «junta de firmas», una raccolta firme. La svolta arriva con la chiamata alle armi su Instagram di Leonardo DiCaprio, che il giorno prima aveva scritto: «Gli ambientalisti non chiedono che il progetto di trasmissione venga bloccato. Chiedono invece che venga realizzato in un luogo in cui non metta a rischio ancora di più una specie in pericolo critico di estinzione. Lunedì il Cile deciderà il destino del progetto. Stiamo lottando contro il tempo, perché proteggere questa specie significa proteggere un intero ecosistema, fondamentale per la biodiversità e la resilienza climatica». Enel ha indirettamente risposto alla star ricordando in una nota di aver sempre agito «in conformità alla normativa vigente», assicurando che «continuerà a collaborare con le autorità, fornendo tutta la documentazione e gli approfondimenti tecnici e ambientali che dovessero essere richiesti».