A volte, ma solo a volte, è divertente fare un passo indietro dallo scrollare compulsivo dei piccoli dannati display e mettersi a osservare non tanto le trattazioni quanto gli argomenti. Certo, la cosiddetta scottante attualità vince sempre: attentati finti e veri, terremoti devastanti da dimenticare dopo cinque minuti, gattini giocolieri e cagnolini tenerissimi, e i sempreverdi insulti a politici e a personaggi televisivi. Ma a volte serpeggia qualche interessante nuova tendenza, che magari poi è antica, antichissima, ma il cui stesso ritorno sul palcoscenico della pubblica e popolare attenzione è degno di nota.
Il cielo, per esempio. In senso spirituale e religioso non è mai passato di moda, figurarsi; le invocazioni ad angeli e demoni per interventi immediati nelle cose terrene si sprecano, e il coro che accompagna le anime che lasciano i corpi è sempre nutrito e accorato. I Santi vengono evocati e raccontati praticamente ogni giorno, e l’apporto divino negli affari umani sarebbe sempre universalmente gradito. Il popolo del cielo, insomma, è presente eccome nel chiacchiericcio social, anche un po’ a vanvera. La novità è il cielo come oggetto. Quello era un po’ uscito dalle rotte del dialogo, neanche uno straccio di avvistamento alieno, ultimamente, con tutti i droni civili e soprattutto militari che roteano sulle nostre teste, e che fanno anche roteare qualcos’altro, diciamoci la verità. Un po’ di accorate bestemmie per i costanti ritardi e/o cancellazioni di voli, ma su quello il povero cielo è innocente, rivolgersi ai (poco) competenti ministeri, per cortesia. Dalla fine della guerra fredda, condizione internazionale ormai relegata ai libri di storia, e alla conseguente competizione per la conquista dello spazio, si è parlato sempre meno di altri mondi e di conquiste spaziali. L’interesse pubblico si è saldamente rivolto all’orizzontale, che i suoi problemi li dava eccome, ai confini da difendere, agli orticelli da salvaguardare, al terreno, anzi terrenissimo andamento delle borse. Qualcosa è successo col precipitare del cambiamento climatico, da quando dal cielo ha cominciato a cadere di tutto, ivi compresi chicchi (per così dire) di grandine di dieci centimetri di diametro; ma erano ancora effetti, concrete conseguenze di comportamenti, nonostante alcuni eroici terrapiattisti anche assisi su alti seggi della Repubblica continuino a negarlo e invochino fulmini sui verdi reazionari che con false notizie minano dolosamente la sana economia degli idrocarburi.







