Il caso – che non è sempre cieco – ha voluto che per l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il dott. Anthony Fauci , uno dei virologi più famosi del mondo, direttore per quasi quarant’anni del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), l’annunciata resa dei conti per la gestione della pandemia più devastante dell’ultimo secolo, abbia coinciso nei tempi. A pochi giorni di distanza, infatti, uno dei maggiori esperti mondiali di malattie infettive e l’ex premier italiano si sono presentati ad un’audizione sulle azioni messe in campo durante la pandemia di Covid -19: il primo davanti al Congresso americano, il secondo davanti alla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia in Italia e sulle misure adottate dal governo e dalle autorità sanitarie del tempo. Un titolo che è quasi un atto d’accusa rispondente più ad un intento punitivo nei confronti dell’opposizione che alla giusta esigenza di individuare gli errori e i passi falsi, al fine di mettere a frutto le tremende lezioni di una crisi sanitaria che ha cambiato il corso della storia. A volerli considerare insieme, non sfugge il collegamento tra i due fatti pur così diversi per i contesti e i ruoli dei protagonisti: la politicizzazione dello scontro sulla risposta alla pandemia . Da esperto, Anthony Fauci era stato , nella prima drammatica fase dell’emergenza , e nonostante l’ombra ingombrante di Trump , il volto della scienza e il portatore di una torcia che avrebbe condotto gli americani attraverso una notte buia e paurosa. La fiducia di cui godeva era però destinata a dissolversi rapidamente, mentre la pressione del movimento antivaccinista dava una spinta alla scienza, e la ribellione contro i vaccini e la sanità pubblica si diffondeva rapidamente negli ambienti conservatori. Non sorprende che nelle elezioni per il suo secondo mandato, Trump si sia avvalso del sostegno di un guru dell’antivaccinismo, Robert F. Kennedy Jr. e del Dipartimento per l’efficienza (Doge), al fine di scatenare l'odio verso la salute e la scienza. Da “eroe americano” a capro espiatorio: il crollo è avvenuto con l’evolversi della pandemia. I repubblicani lo hanno accusato per i lockdown , le linee guida sull’uso delle mascherine e il distanziamento sociale, senza parlare della promozione dei vaccini. Non solo. E’ finito nell’indagine sulle origini del virus e sulla possibilità che funzionari statunitensi abbiano fuorviato l’opinione pubblica e il Congresso circa la fonte dell’epidemia : un’accusa caparbiamente sostenuta da un senatore repubblicano del Kentucky, Rand Paul, presidente della commissione che ha votato per dichiarare il dott. Fauci colpevole di oltraggio al Congresso per non aver risposto alle domande nel corso dell’audizione. Mutatis mutandis, in ambiti diversi, la politicizzazione dello scontro tra fronti opposti sulla risposta istituzionale alla pandemia Covid-19 ha fatto da sfondo alla prima parte dell’attesissima audizione di Giuseppe Conte, nel ruolo di capo del governo italiano nella prima drammatica fase della pandemia nella primavera del 2020. Anche qui la caccia al capro espiatorio ha avuto la meglio, seguita da un durissimo scontro politico - nell’arena di X - tra il capo del presidente del Movimento 5 Stelle e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A conferma della svolta impressa dal Covid alla lotta politica e dell’emergere di una tendenza che potrebbe, può avere grandi ripercussioni sulla preparazione a crisi future.
Se chi ha combattuto la pandemia finisce sul banco degli accusati
Il caso – che non è sempre cieco – ha voluto che per l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il dott. Anthony Fauci , uno dei virologi più famosi del mondo, direttore per quasi quarant’anni del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), l’annunciata resa dei conti per la gestione della pandemia più devastante dell’ultimo secolo, abbia coinciso nei tempi. A pochi giorni di distanza, infatti, uno dei maggiori esperti mondiali di malattie infettive e l’ex premier italiano si sono presentati ad un’audizione sulle azioni messe in campo durante la pandemia di Covid -19: il primo davanti al Congresso americano, il secondo davanti alla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia in Italia e sulle misure adottate dal governo e dalle autorità sanitarie del tempo. Un titolo che è quasi un atto d’accusa rispondente più ad un intento punitivo nei confronti dell’opposizione che alla giusta esigenza di individuare gli errori e i passi falsi, al fine di mettere a frutto le tremende lezioni di una crisi sanitaria che ha cambiato il corso della storia. A volerli considerare insieme, non sfugge il collegamento tra i due fatti pur così diversi per i contesti e i ruoli dei protagonisti: la politicizzazione dello scontro sulla risposta alla pandemia . Da esperto, Anthony Fauci era stato , nella prima drammatica fase dell’emergenza , e nonostante l’ombra ingombrante di Trump , il volto della scienza e il portatore di una torcia che avrebbe condotto gli americani attraverso una notte buia e paurosa. La fiducia di cui godeva era però destinata a dissolversi rapidamente, mentre la pressione del movimento antivaccinista dava una spinta alla scienza, e la ribellione contro i vaccini e la sanità pubblica si diffondeva rapidamente negli ambienti conservatori. Non sorprende che nelle elezioni per il suo secondo mandato, Trump si sia avvalso del sostegno di un guru dell’antivaccinismo, Robert F. Kennedy Jr. e del Dipartimento per l’efficienza (Doge), al fine di scatenare l'odio verso la salute e la scienza. Da “eroe americano” a capro espiatorio: il crollo è avvenuto con l’evolversi della pandemia. I repubblicani lo hanno accusato per i lockdown , le linee guida sull’uso delle mascherine e il distanziamento sociale, senza parlare della promozione dei vaccini. Non solo. E’ finito nell’indagine sulle origini del virus e sulla possibilità che funzionari statunitensi abbiano fuorviato l’opinione pubblica e il Congresso circa la fonte dell’epidemia : un’accusa caparbiamente sostenuta da un senatore repubblicano del Kentucky, Rand Paul, presidente della commissione che ha votato per dichiarare il dott. Fauci colpevole di oltraggio al Congresso per non aver risposto alle domande nel corso dell’audizione. Mutatis mutandis, in ambiti diversi, la politicizzazione dello scontro tra fronti opposti sulla risposta istituzionale alla pandemia Covid-19 ha fatto da sfondo alla prima parte dell’attesissima audizione di Giuseppe Conte, nel ruolo di capo del governo italiano nella prima drammatica fase della pandemia nella primavera del 2020. Anche qui la caccia al capro espiatorio ha avuto la meglio, seguita da un durissimo scontro politico - nell’arena di X - tra il capo del presidente del Movimento 5 Stelle e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A conferma della svolta impressa dal Covid alla lotta politica e dell’emergere di una tendenza che potrebbe, può avere grandi ripercussioni sulla preparazione a crisi future.











