Il braccio di ferro sui Campi Flegrei non riguarda soltanto la scelta dello strumento con cui affrontare l'emergenza. Dietro lo scontro tra Governo e Regione c'è una partita più ampia: chi deve governare la fase attuale del bradisismo, con quali poteri e soprattutto con quali risorse. Da una parte il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e il centrodestra, che insistono sulla necessità di dichiarare lo stato di emergenza. Dall'altra il presidente della Regione Roberto Fico, che chiede una legge speciale per i Campi Flegrei, sostenendo che non ci si possa limitare a gestire l'emergenza contingente ma serva una risposta strutturale. Nel mezzo c'è già una struttura commissariale, quella guidata da Fulvio Soccodato, nominato dal Governo nel luglio 2024, che in questi due anni ha avviato programmi e interventi ma deve ancora trasformare una parte consistente delle risorse disponibili in cantieri e opere completate.
1. Stato di emergenza o legge speciale? Lo stato di emergenza è uno strumento temporaneo. Viene dichiarato con una delibera del Consiglio dei ministri quando si verifica una situazione che richiede interventi immediati e straordinari. Consente di attivare risorse, procedure e strumenti della Protezione civile, accelerando la risposta delle amministrazioni. Ha una durata limitata, anche se può essere prorogato nei limiti previsti dalla legge, e può comportare la nomina di un commissario delegato per l’attuazione degli interventi. A ricoprire quel ruolo può essere, a seconda delle scelte del Governo e delle disposizioni adottate, anche il presidente della Regione oppure una figura tecnica. La legge speciale è invece una legge approvata dal Parlamento e nasce per costruire una risposta più ampia e duratura a una situazione straordinaria. Può prevedere risorse pluriennali, procedure specifiche, eventuali deroghe e un programma di interventi destinato a proseguire per anni. 2. Qual è la posizione della Regione? Il presidente Fico non sostiene che i Campi Flegrei non abbiano bisogno di strumenti straordinari, ma che «lo strumento scelto debba essere adeguato alla natura del problema». Per il governatore «il bradisismo non rappresenta un’emergenza episodica destinata a esaurirsi con la fine di una fase critica, ma una condizione strutturale del territorio». Da qui la richiesta di una legge speciale nazionale che garantisca una cornice stabile. Il nodo politico è chiaro: per Fico non basta gestire l'emergenza di oggi, serve una legge speciale per governare il fenomeno nel tempo; per il Governo, così come per il centrodestra in Consiglio regionale, lo stato di emergenza è invece lo strumento più rapido per rafforzare immediatamente la macchina degli interventi.La minoranza a Palazzo Santa Lucia (il capo dell’opposizione, Gennaro Sangiuliano, congiuntamente ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna) è tornata a invocare una seduta dell’assise regionale «anche a Ferragosto». «Al fine - dicono - di sottolineare che le istituzioni ci sono sempre anche nelle giornate di vacanza». Ma c’è anche un tema di governance. Lo stato di emergenza rafforza il ruolo della macchina nazionale della Protezione civile. La Regione, invece, come i sindaci dell’area flegrea, punta a mantenere un ruolo centrale nella gestione del territorio attraverso una normativa specifica e una programmazione di lungo periodo.3. Il commissario: pro e contro Mentre si discute sull’opportunità di un nuovo assetto emergenziale, ai Campi Flegrei esiste già una struttura commissariale. Fulvio Soccodato è stato nominato commissario straordinario il 17 luglio 2024 e da allora ha avuto il compito di occuparsi soprattutto degli interventi strutturali sugli edifici pubblici e sulle infrastrutture strategiche. Il bilancio, a oltre due anni dalla nomina, è fatto di luci e ombre. La struttura commissariale ha innanzitutto costruito il programma per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, lavorando con Regione, Comuni e Protezione civile per individuare le priorità. Al centro ci sono soprattutto scuole e strutture considerate strategiche, comprese quelle destinate a minori, detenuti e persone con disabilità.Nel primo programma sono state inserite 36 strutture. Qualche intervento è passato dalla programmazione alla progettazione esecutiva. Sono stati programmati interventi sulla mobilità, sui trasporti e sui servizi essenziali, con particolare attenzione alle infrastrutture che potrebbero essere utilizzate anche nelle operazioni di evacuazione. Ma è proprio qui che si apre il capitolo delle cose ancora da fare. Il commissariamento ha messo in moto la macchina, ma una parte degli interventi è ancora nella fase di programmazione, progettazione, affidamento o avvio. E il dato dei cantieri effettivamente conclusi resta molto più ristretto rispetto alla quantità di opere inserite nei programmi.4. I finanziamenti Dal 2023 a oggi le risorse direttamente riconducibili ai Campi Flegrei superano i 600 milioni di euro, considerando i principali stanziamenti specifici. Il primo decreto del 2023 mise in campo circa 52 milioni di euro. A questi si sono aggiunti i 420,7 milioni destinati al programma commissariale per edifici pubblici, infrastrutture e servizi essenziali, distribuiti tra il 2024 e il 2029. Per gli immobili privati dichiarati inagibili dopo il terremoto del 20 maggio 2024 sono stati previsti altri 50 milioni di euro. La misura riguarda quindi la riparazione e il ripristino degli edifici danneggiati. Diverso il caso dei 100 milioni previsti per la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio privato residenziale. Non sono fondi per riparare case già danneggiate, ma una misura preventiva per rendere più sicuri gli edifici privati vulnerabili individuati secondo i criteri stabiliti dalla normativa.Il quadro comprende inoltre le misure per l'assistenza alle famiglie sgomberate, a partire dal Contributo di autonoma sistemazione, e gli interventi destinati a infrastrutture e servizi essenziali. E qui emerge uno dei nodi più delicati della vicenda: il problema non sembra essere soltanto quanto denaro viene stanziato, ma quanto rapidamente quelle risorse riescono a trasformarsi in progetti, gare, cantieri e opere finite. Un esempio emblematico è quello dei costoni. A Bacoli sono stati stanziati circa 20 milioni di euro per gli interventi necessari alla messa in sicurezza. Ma, al netto delle verifiche effettuate e delle opere prossime alla cantierizzazione, i lavori non sono ancora entrati nella fase di realizzazione piena. Al di là della formula istituzionale scelta, per i cittadini dei Campi Flegrei la misura dell’emergenza non sarà il numero dei provvedimenti approvati, ma la velocità con cui una scuola viene riaperta, una strada viene messa in sicurezza, o una casa viene riparata.










