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Sarebbero morti per intossicazione da monossido di carbonio e conseguente asfissia i due marittimi turchi deceduti il 21 luglio a bordo della nave mercantile maltese Amisos, ferma da quasi tre settimane al molo Ronciglio di Trapani. È quanto emerge dai primi risultati degli esami autoptici disposti dalla Procura di Marsala. L’allarme era scattato mentre la nave, partita dalla Germania e diretta in Turchia con un carico di pneumatici triturati, si trovava in acque internazionali. La richiesta di soccorso era stata raccolta dalla Capitaneria di porto di Mazara del Vallo, che aveva inviato due unità della Guardia costiera per prestare assistenza. Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno dei marittimi sarebbe entrato in uno spazio della stiva per effettuare alcuni controlli e, dopo essersi sentito male, sarebbe stato raggiunto dal collega nel tentativo di soccorrerlo. Entrambi avrebbero respirato l’aria contaminata senza riuscire a uscire. Restano da completare alcuni accertamenti medico-legali e istologici. La Amisos resta sotto sequestro nel porto di Trapani. Gli atti saranno trasmessi alle autorità giudiziarie maltesi, competenti per la prosecuzione degli accertamenti, trattandosi di una nave battente bandiera maltese e di un incidente avvenuto in acque internazionali.