Abolizione del reato di femminicidio e della legge Mancino, ma elogio del “patriarcato mediterraneo”. In politica estera, apertura alla Russia, prudenza sulla Cina, giudizio agrodolce su Trump. Ma soprattutto, stretta sull’immigrazione.Sono questi alcuni dei primi punti della Base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale per il decennio 2027-2037 ( «le altre due parti arriveranno nelle prossime settimane»), attesa per metà giugno ma pubblicata solo ieri. Tra le proposte più o meno definite – piuttosto vaghe quelle economiche, mentre la remigrazione è scandita in ben 22 punti – emerge un manifesto della destra identitaria modello Alternative für Deutschland contrapposta a quella conservatrice di Fratelli d’Italia. Come valori cardine per “una nuova primavera italiana” ecco «identità nazionale, famiglia naturale, sicurezza, libertà, merito e tradizione». Mentre le “linee rosse non negoziabili” sono «la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana, la concezione romana del diritto». Nei vari passaggi spuntano qua e là figure abbastanza eterogenee: da San Paolo all’“ideologo di Putin” Alexandr Dugin, dall’intellettuale britannico G.K. Chesterton al padre del comunismo Carlo Marx.I punti principali sono ovviamente quelli dedicati alla lotta all’immigrazione, anche regolare. Facendo però un po’ di confusione sui numeri: così la presenza straniera in Italia viene data al 12%, quando un mese fa lo stesso Vannacci aveva detto a In Onda che era al 10% (in realtà per l’Istat è al 9,4%). E soprattutto viene confrontata impropriamente con l’invasione longobarda dell’alto Medioevo. Nei 22 elementi della remigrazione tornano vecchie promesse delle destre: dalla lotta alle Ong alla chiusura dei confini, passando per gli incentivi al rimpatrio. Fino allo stop ai ricongiungimenti familiari e alla creazione di altri Cpr fuori dall’Italia. Per ottenere la cittadinanza, secondo Fn, dovrebbero servire 20 anni di dimora regolare nel Paese, un livello C1 di italiano e alla fine di tutto questo anche la firma di una «dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana». Sull’economia, come detto, le proposte sono più vaghe o propagandistiche: se l’uscita dall’euro viene definita un’opzione, si va poi da una generica lotta alla burocrazia a un fisco più equo, passando per «l’introduzione delle “quote azzurre” nei concorsi pubblici, riservando una parte dell’ammontare dei posti a bando ai genitori di famiglie numerose». A fianco dei richiami alla dottrina sociale della Chiesa spunta il «principio economico di San Paolo: chi non vuol lavorare neppure mangi» per vincolare il sussidio di disoccupazione all’accettazione di ogni lavoro compatibile con la propria situazione. Per favorire “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, invece, si propone «un aumento stipendiale per i “lavori umili”» grazie ai risparmi sui costi dell’immigrazione. Sulle politiche ambientali, ribadita la bocciatura del “Green deal” e la sfiducia sulle energie “pulite”, da rimpiazzare con un mix diversificato che comprenda gas (anche russo), nucleare ed energia pulita.Su sicurezza e giustizia, invece, si avverte l’eco della cronaca di questi mesi: dal caso Roggero (riformando la legittima difesa) alle baby gang (abbassando l’imputabilità a 12 anni). Dalla costruzione di nuove carceri a una maggiore presenza dell’esercito «nelle zone ad alta densità criminale». Torna poi l’abrogazione della legge Mancino (quella che punisce l’odio e la discriminazione) e pure del reato di “femminicidio” da declassare a omicidio e basta. Mentre si invoca un “patriarcato mediterraneo” che formi «maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società». In politica estera, infine, giudizio agrodolce su Trump: promosso per l’“America First”, bocciato per l’intervento in Iran. Giudizio sfumato invece su Venezuela e Groenlandia. Si invoca il riavvicinamento alla Russia, “prudenza” sulla Cina e vicinanza ai Paesi sovranisti dell’asse di Visegrad. E ancora, viene auspicata «una nuova cooperazione europea tra Nazioni sovrane, alternativa alla UE», così come viene considerata la possibilità di uscire dalla Nato. Poche e piuttosto generiche le righe dedicate al conflitto ucraino: «l’Italia dovrà opererare (sic) con la schiena dritta» e valorizzare «l’apporto mediatore della Santa Sede». Più ampia l’analisi sul Medio Oriente: se la soluzione dei “due popoli e due Stati” oggi «sembra irraggiungibile» l’obiettivo per l’immediato resta «la cessazione delle tensioni che stanno proseguendo non solo a Gaza ma anche nei territori di Cisgiordania abusivamente occupati dallo Stato ebraico e oggetto delle continue violenze operate dai coloni».