Doveva essere pubblicato poco dopo la Costituente di metà giugno, invece il programma di Futuro Nazionale arriva in una torrida mattinata di agosto. Dalla remigrazione all'abolizione della legge Mancino, passando per la valorizzazione del Made in Italy e lo stop alle armi per l'Ucraina, Roberto Vannacci mette nero su bianco la prima parte della sua proposta politica per l'Italia (con le altre due in uscita nelle prossime settimane). Molte sono le convergenze con l'esecutivo di centrodestra, così come molte sono le divergenze, specialmente con Forza Italia. Ma ad accendere la polemica è il tema del "patriarcato mediterraneo".

Quattro le "linee rosse insindacabili" indicate dall'ex comandante della Folgore: "la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l'identità cristiana e la concezione romana del diritto". Quattro muri su cui rischia di infrangersi la possibilità di collaborazione con il partito di Antonio Tajani, specie per quanto riguarda il tema del fine vita, su cui Forza Italia si è spesa in Senato nel corso dell'anno.

Ad alzare la polemica, a poche ore dalla pubblicazione del testo, è il Partito Democratico, che attacca sul passaggio dedicato alla "difesa del patriarcato mediterraneo": "Dove scompare ogni traccia della 'società patriarcale' - si legge nel programma - va diffondendosi un preoccupante aumento della violenza sulle donne". Frase definita "una macabra barzelletta" dal senatore dem Filippo Sensi, mentre la collega di partito Valeria Valente parla di "una follia del suprematismo maschile" e di "una teoria delirante, anticostituzionale e di stampo fascista".