Di: ATS/ANSA/AP/joe.p. La guerra dilaga nei due stretti intorno alla penisola arabica, al centro di raid incrociati fra le potenze regionali del Golfo, mentre restano in una situazione di stallo i negoziati tra Iran e USA, con evidenti ricadute sul prezzo del petrolio.Sei morti a Bab el-MandebBab el-Mandeb, il braccio di mare che separa lo Yemen dalla costa africana, controllato dai ribelli sciiti Houthi legati a Teheran, è stato al centro di un attacco ai danni di una nave mercantile battente bandiera liberiana, con un bilancio di quattro marinai uccisi e due militari yemeniti morti. Un raid che le autorità yemenite filo-saudite hanno attribuito ai loro nemici: gli Houthi.

Il cargo preso di mira si chiama ‘Tihamah’ e risulta essere stato bersagliato da “tre missili balistici” mentre navigava attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb”, secondo quanto affermato dal ministero dei Trasporti yemenita. “Gli Houthi - si legge nel comunicato del ministero - hanno attaccato una nave con un carico di alimenti innescando un incendio a bordo e uccidendo quattro membri dell’equipaggio, tre pachistani e un indonesiano, oltre a ferirne altri quattro e un militare del team di soccorso”. Le altre due vittime appartengono alle forze yemenite intervenute per un’operazione di soccorso ed evacuazione dell’imbarcazione. La prima salva di colpi è stata diretta contro la nave. Poi in un secondo attacco è stata colpita l’imbarcazione mentre i soccorritori stavano effettuando l’operazione di evacuazione.Le prime vittime nel Mar RossoSi tratta delle prime vittime nel Mar Rosso, dall’inizio della guerra fra Washington e Teheran, il 28 febbraio scorso. Gli Houthi il mese scorso avevano avvertito che avrebbero colpito ogni nave saudita che avesse attraversato lo stretto, in risposta al blocco imposto da Riad al gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale.Gli Houthi rivendicano l’attaccoE gli Houthi oggi hanno rivendicato l’attacco. Secondo l’agenzia di stampa Sana, gestita dagli stessi ribelli, gli Houthi yemeniti hanno affermato di aver preso di mira una nave saudita che trasportava equipaggiamento militare e stava transitando nello stretto.Una petroliera naviga nel Mar Rosso, non lontano dallo Stretto di Bab-al-MandabEPA/ABIR SULTANAttacco USA nello Stretto di HormuzIl secondo teatro resta lo Stretto di Hormuz, una rotta di transito dove prima della guerra passava circa un quinto del petrolio mondiale e diventato il nodo cruciale dei negoziati. Prima dell’alba le forze USA hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che ha tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Un funzionario USA al Wall Street Journal ha spiegato che un elicottero militare americano ha sparato contro il timone della nave dopo che l’equipaggio aveva ignorato gli avvertimenti. Non sono state segnalate vittime.Sale il prezzo del petrolioLe ricadute politiche ed economiche dell’escalation nella regione non si sono fatte attendere con le quotazioni internazionali del petrolio che prima hanno ripreso a correre a ritmo sostenuto facendo toccare al Brent i 90 dollari al barile, e poi hanno invertito la rotta dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa pachistano, secondo cui Iran e USA sarebbero vicini “ad una sorta di accordo”.Trump difende la sua strategiaMalgrado lo stallo nei negoziati per un accordo che punta a riaprire la via navigabile di Hormuz, il presidente Trump è tornato a puntare sulla pressione economica delle sanzioni e sul blocco navale. Il tycoon ha difeso la sua strategia, suggerendo che la situazione economica di Teheran sia diventata ormai insostenibile, definendosi “il loro banchiere”. “Hanno un’inflazione del 300%, non hanno valore. La loro valuta non vale quasi nulla. Non pagano i soldati. I soldati se ne vanno - ha affermato in un’intervista con l’emittente di destra Real America’s Voice -. Quindi bisogna continuare così, perché la situazione non è sostenibile”. USA-Iran, incertezza sulle trattative annunciate da TrumpTelegiornale 03.08.2026, 12:30