di Alessandro Gonzatomartedì 11 agosto 20263' di letturaIn tedesco “chiagni e fotti” si traduce “riempirsi le tasche lamentandosi”. In due anni e mezzo, dal 2023 a metà 2025, le navi Ong tedesche hanno incassato dallo Stato circa 5 milioni, due all’anno, fondi stanziati dal governo del socialdemocratico Scholz e voluti soprattutto dall’allora ministro degli Esteri Annalena Baerbock, ex capo dei Verdi, oggi presidente dell’assemblea generale delle Nazioni Unite. Ve lo immaginate Angelo Bonelli all’Onu?L’impegno “a sostenere le missioni nel Mediterraneo” era stato sottoscritto nel contratto di coalizione nel 2019. Le principali Ong tedesche fanno capo a United4Rescue, beneficiaria dei finanziamenti interrotti dal nuovo governo Merz, formatosi con uno scarso consenso e alla disperata rincorsa di Afd, l’estrema destra. Ora Berlino, appellandosi al Regolamento di Dublino, vuole rimandarci i migranti sbarcati in Italia e che poi sono andati in Germania. Il governo Meloni a dicembre 2022 è riuscito a sospendere la nuova accoglienza fino all’entrata in vigore, lo scorso 12 giugno, del nuovo patto europeo sulle migrazioni, il che ha evitato il ritorno di migliaia di persone. Lo stesso Viminale sottolinea che dal 12 giugno in poi ci dovrà essere una «compensazione» tra i migranti che rientrano in Italia da altri Stati europei e quelli sbarcati sulle nostre coste da navi Ong battenti bandiera di quei Paesi. Quest’ultimi, a detta della stessa United4Rescue, dal 2020 sono stati circa 13mila.Ieri la portavoce dell’organizzazione, Sasha Ockenden, è tornata a provocare l’Italia: «Nel contesto dei rimpatri previsti dal Regolamento di Dublino è irrilevante quale bandiera batta una nave di soccorso. Dopo lo sbarco è responsabilità e dovere degli Stati avviare le procedure d’asilo». Ancora la portavoce: «Le navi delle organizzazioni che fanno parte dell’alleanza United4Rescue, che dal 2020 hanno soccorso più di 13mila persone, si coordinano con le autorità europee per portare i sopravvissuti in salvo nel porto assegnato, generalmente in Italia, nonostante il sistematico ostacolo posto dalle autorità italiane».Immigrazione, Sos Humanity minaccia l'Italia: "Pronta una seconda nave""Le vite umane non sono merce di scambio". Le ong tedesche tornano all'attacco dell'Italia. Sos Humani...L’AMICA DELLA SALIS