ROMA – Il Paese dei Cedri sta contando i suoi oltre 4 mila morti e più di 12 mila feriti, solo in questi ultimi 5 mesi di guerra a “bassa intensità, come si usa dire. E mentre tutto questo accade il Parlamento, proprio oggi, ha trovato il modo di abolire la pena di morte. L’ultima esecuzione avvenne per fucilazione nel gennaio del 2004. Amnesty International ha così commentato: “Un esempio di giustizia fondata sui diritti umani”.

E’ il 114° Stato ad abolire la pena capitale: 54 ancora la praticano La pena di morte è stata sostituita con l’ergastolo ai lavori forzati, ufficializzando una moratoria sulle esecuzioni in vigore dal 17 gennaio 2004. Una volta che il testo sarà stato firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, il Libano sarà il 114° Stato ad aver abolito la pena di morte. In totale gli Stati che non ricorrono più alla pena capitale, per legge o per prassi, sono 145, a fronte dei 54 che la mantengono.

“Ci aspettiamo altre riforme per un sistema giudiziario basato sulla dignità”. “Il voto del parlamento libanese – ha detto Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord – è una vittoria di enorme importanza, che ha trasformato una precaria sospensione delle esecuzioni nella protezione giuridica del diritto alla vita. La giustizia deve essere fondata sui diritti umani. Ci aspettiamo - ha aggiunto - che le autorità libanesi commutino tutte le condanne a morte, ratifichino il Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena capitale, e che portino avanti ulteriori riforme per rafforzare un sistema giudiziario basato sulla dignità, sull’equità e sul rispetto per i diritti umani”.