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Lo hanno pestato a morte dopo una lite per futili motivi, scoppiata all’interno della discoteca e proseguita fuori. In meno di 48 ore polizia e carabinieri hanno chiuso il cerchio delle indagini sulla morte di Antonio Perrotta, l’operaio di 34 anni pestato all’esterno di una discoteca a Sangineto, dove svolgeva l’attività di addetto alla sicurezza privata, e poi morto nell’ospedale di Cosenza: i responsabili sono due fratelli poco più che ventenni del luogo ma residenti in Lussemburgo. Per loro è scattata il fermo con l'accusa di omicidio. Le indagini, condotte dagli agenti della squadra mobile di Cosenza e del commissariato di Diamante e dai carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea, hanno consentito di cristallizzare una serie di «gravi elementi indiziari» che hanno portato il procuratore di Paola, Domenico Fiordalisi, ad emettere il provvedimento. I due fermati sono originari di Belvedere Marittimo (Cosenza), dove sono stati rintracciati, ma vivono e lavorano in Lussemburgo. Entrambi si dedicano anche al rugby e tornano periodicamente nel loro paese di origine in Calabria, in modo particolare durante il periodo estivo. Alla loro identificazione si sarebbe giunti grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che sono state acquisite immediatamente dopo la morte di Perrotta.










