Giorgia Meloni è preoccupata dalla tenuta della Lega, e ancor di più dall’atteggiamento che il partito di Matteo Salvini può assumere in questa fine legislatura, nella rincorsa a Roberto Vannacci. “La stanchezza c’è e si vede, nessuno può accusarmi di essermi risparmiata”, confessa la premier al settimanale Chi.
Chissà se non pensava alle divisioni nella maggioranza. Non fa il tempo a mettere una pezza che si aprono nuovi fronti.
Matteo Salvini è molto attivo, stretto com’è dalla contestazione interna del fronte “nordista” e la concorrenza a destra di Futuro nazionale. I dirigenti locali leghisti gli chiedono addirittura un passo indietro, accusandolo di aver consumato l’identità territoriale della Lega. Quanto a Vannacci, i sondaggi danno il Carroccio stabilmente sotto. L’ultima rilevazione, di Bidimedia, risalente alla prima settimana di agosto, attesta il partito dell’ex generale oltre il 7 per cento e quello di Salvini staccato di 2 punti.
Salvini reagisce per un verso cavalcando temi classici della polemica destra-sinistra. Per l'altro premendo sull’alleanza di centrodestra. Appartiene al primo capitolo l’attacco alzo zero a Sigfrido Ranucci, da Salvini messo in stand by nella conduzione di Report dopo l’arresto di Valter Lavitola. “Meglio una pausa di riflessione”, dice il vicepremier, consapevole che la scelta spetta in definitiva al direttore degli approfodimenti Rai Paolo Corsini e in ultima analisi all’ad Giampaolo Rossi, in quota Fratelli d’Italia.










