Accade spesso che Meloni si lamenti e definisca Palazzo Chigi «la mia prigione». È successo anche ieri, dopo il test referendario. Che aveva un esito pressoché scontato, ma che per le sue dimensioni «rischia di inchiodarmi qui per dieci anni». La premier però non intende attardarsi sugli errori dei suoi avversari, perché — per usare le parole del centrista Lupi — «la sfida per essere confermati alla guida del Paese non passa da un referendum ma dall’azione di governo».