Si chiamava Gabe Farrow ed era il cantante. Suonava il mellotron, quella tastiera anni Sessanta che fa un suono di orchestra stanca, e nella biografia lo definivano uno stregone. Accanto a lui c'erano Lennie West alla chitarra, Milo Rains al basso e ai sintetizzatori, e un percussionista dallo spirito libero che si faceva chiamare Orion Del Mar. Il gruppo, spiegava la scheda, piegava il tempo, fondendo tessiture psichedeliche dei Settanta con un alt pop cinematografico e un soul analogico sognante: sembrava un'allucinazione dentro la quale avresti voluto perderti.
Nessuno dei quattro è mai esistito.
The Velvet Sundown, nell'estate del 2025, pubblicarono tre album a poche settimane di distanza l'uno dall'altro superando il milione di ascoltatori mensili su Spotify, con i brani che finivano nelle playlist più popolari. In un momento in cui pochissime band rock nuove riescono a emergere, il loro arrivo faceva notizia. C'era solo una complicazione: la band non era reale. Nessuna foto verificata dei quattro membri, nessun concerto, nessuna intervista, nessun credito di produzione chiaro.
Da oggi, storie come questa avranno un'etichetta addosso.
Che cosa ha annunciato Spotify









