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Bastano due minuti di eclissi per far eclissare il grande miracolo verde: il titolo di Repubblica di ieri («L’eclissi spegne l’energia solare, piano europeo anti blackout, allerta in Spagna e Germania») merita di essere incorniciato per la sua involontaria comicità.
Il paradosso del blackout nell’utopia green
Secondo il quotidiano di largo Fochetti, «l’eclissi rappresenta prima di tutto una sfida tecnica» perché «i due minuti di buio andranno compensati per l’intera giornata usando più centrali a gas» e anche la Commissione europea «ammette che la situazione è ovviamente tesa». Un curioso cortocircuito logico: l’eclissi si verifica quando il Sole viene temporaneamente coperto dalla Luna, un fenomeno che l’umanità conosce da millenni, prevedibile con precisione quasi imbarazzante e nessuno, a quanto pare, ha ancora proposto di arrestare la Luna per attentato alla transizione energetica.
Eppure, eccoci qui: l’Europa prepara il piano antiblackout perché per qualche tempo il Sole farà quello che fa regolarmente quando arriva la notte: non produce energia fotovoltaica. È meraviglioso: abbiamo costruito una civiltà che pretende di decarbonizzare l’economia, elettrificare trasporti, industrie e riscaldamento e sostituire le fonti fossili con le rinnovabili. Poi arriva la Luna davanti al Sole e scopriamo che forse una piccola clausola contrattuale l’avevamo dimenticata: oops, il Sole deve essere sempre presente!











