Il lusso di studiare e di vivere - anche lavorando - fuori casa. Secondo l'ultimo rapporto di Immobiliare.it il costo medio delle stanze in affitto sarebbe in discesa. Eppure, vivere nelle grandi città continua a pesare sui bilanci di studenti e famiglie. Un problema che non riguarda più soltanto gli universitari fuori sede: già nel 2023 una ricerca di Idealista mostrava come, per la prima volta, tra chi si rivolgeva al mercato delle camere in condivisione i lavoratori avessero superato gli studenti, il 36% contro il 35%. Così, dividere un appartamento, è diventato anche per chi lavora una scelta spesso obbligata per affrontare il costo dell'abitare.A distanza di quasi tre anni, l'ultimo rapporto di Immobiliare.it fotografa un mercato ancora molto costoso, nonostante qualche segnale di arretramento. A livello nazionale il prezzo medio mensile delle stanze registra una contrazione del 6,2%. Ma quali sono le città più costose? Milano conserva il primato con una media di 704 euro al mese per una singola, nonostante una diminuzione vicina al 4% rispetto a dodici mesi fa. Seguono Firenze, con 627 euro, e Roma, dove il canone medio raggiunge i 615 euro e cresce del 7% in un anno.Diverse le città che vedono aumenti ancora più consistenti. Pescara registra un +28,6%, arrivando a una media di 388 euro mensili. Seguono Trieste (+16,7%), Palermo (+13,6%), Bari (+12,2%), Genova (+11,9%), Pisa (+10,7%) e Pavia (+10,2%). In controtendenza Bologna, dove i canoni scendono del 7,5% ma una stanza costa ancora mediamente 585 euro, e Trento, che registra una flessione del 18,3% a 444 euro.Il precedente rilevato da Idealista aiuta però a leggere questi numeri oltre il solo fenomeno degli studenti fuori sede. Nel 2023 l'età media di chi viveva in un'abitazione condivisa era salita a 34 anni, contro i 32,29 del 2022 e meno di 30 prima della pandemia. Su scala nazionale, inoltre, nel 44% dei casi la composizione degli appartamenti condivisi era mista. All'epoca - tre anni fa - una stanza costava mediamente 380 euro per gli studenti e 370 per i lavoratori.Per gli universitari al costo dell'abitazione si aggiunge poi quello della vita quotidiana e, naturalmente, degli studi. Secondo il rapporto 2025 dell'Osservatorio nazionale Federconsumatori realizzato con Fondazione Isscon, i costi universitari sono aumentati mediamente del 5,9% rispetto all'anno precedente. Ancora sono gli atenei del Nord quelli più onerosi, con importi superiori del 27% rispetto al massimo medio rilevato al Sud e del 21% rispetto al Centro. In testa, considerando gli importi massimi analizzati da Federconsumatori, c'è l'Università di Milano, con un massimo medio di 3.808,56 euro tra facoltà umanistiche e scientifiche, seguita dall'Università di Pavia con 3.742 euro. Seguono il Politecnico di Torino, con 3.761 euro, l'Università del Salento con 3.206 e Padova con una media di 3.055 euro.A conti fatti, tra affitto e tasse universitarie a Milano - senza contare bollette, materiale di studio e spese quotidiane - le spese per gli studenti (e per le loro famiglie) possono superare una quota annua di 12 mila euro, mentre per chi lavora e sceglie comunque la via della condivisione degli spazi casalinghi, la cifra media resta sugli 8.400. C'è chi lo chiama "cohousing" e chi povertà abitativa.
Caro affitti, Milano resta la più costosa: 704 euro al mese per una stanza. E la condivisione riguarda anche i lavoratori
Nonostante il calo medio del 6,2% dei canoni, in molte città i prezzi continuano a salire. Roma segna +7%, Pescara +28,6%. E per gli universitari pesano anche l











