Una nuova bufera istituzionale travolge il municipio di Isola Capo Rizzuto. Il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha disposto l’insediamento ufficiale della commissione d’accesso antimafia. L’obiettivo dell’organismo d’ispezione è accertare l’eventuale sussistenza di forme di condizionamento o infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività gestionali ed amministrative dell’ente calabrese, guidato dalla sindaca Maria Grazia Vittimberga, riconfermata alla guida della città lo scorso maggio.Il team di controllo è guidato dal viceprefetto aggiunto Sebastiano Tramontana, affiancato dai capitani Riccardo Notacerasi dell’Arma dei Carabinieri e Giuseppe Rausa della Guardia di Finanza. L’intervento rientra nel rigoroso piano di monitoraggio avviato dalla Prefettura pitagorica, che di recente ha già condotto al commissariamento del Comune di Casabona, ad accertamenti in corso a Strongoli e a sanzioni disciplinari nei confronti di un dipendente municipale a Melissa.

Gli intrecci nell’area costiera e le ombre sull’operazione Blizzard Folgore

Le verifiche ispettive scaturiscono principalmente dagli elementi conoscitivi raccolti nelle recenti indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro e dalla Procura di Crotone. Tali inchieste chiamano in causa la sfera politica e la rete di contatti vicina alla prima cittadina. Particolare attenzione è rivolta agli esiti del blitz “Blizzard Folgore” del marzo scorso, incentrato sui tentativi di ingerenza della criminalità nelle iniziative pubbliche e private della frazione turistica Le Cannella.Al centro dei riscontri figura Luigi Masciari, ritenuto dagli investigatori un profilo emergente della locale mappa criminale. Nelle conversazioni captate dagli inquirenti, l’uomo avrebbe vantato presunti appoggi interni all’ente e rivendicava un ruolo decisivo nei processi per l’ottenimento della Bandiera Blu, legando la visibilità del litorale alle proprie attività commerciali nel settore ricettivo e della ristorazione, destinate in seguito a familiari di spicco del clan Nicoscia.Le indagini condotte dai Carabinieri e dal Ros hanno documentato frequenti interazioni tra Masciari e il marito della sindaca, Roberto Bianchi, non figurante tra gli indagati del procedimento. Gli investigatori hanno monitorato un incontro riservato all’interno di un capannone tra Bianchi, privo di cariche istituzionali, e soggetti contigui agli ambienti malavitosi. Inoltre, l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati a Bolzano per lesioni colpose e falso a seguito di un infortunio sul lavoro subito dal medesimo Masciari. Nei dialoghi intercettati, il coniuge della sindaca avrebbe aggiornato l’interlocutore sugli iter burocratici, gli interventi di asfaltatura e i progetti infrastrutturali per la costa, lasciandosi andare a commenti sarcastici sulle proteste dei cittadini espresse sul web.