Al vaglio della commissione d’accesso di Isola anche le carte dell’operazione Seleno: la figlia di uno degli arrestati è consigliera comunale
ISOLA CAPO RIZZUTO – Deteneva il 25% delle quote di una società considerata dai pentiti direttamente «in mano alla famiglia di ‘ndrangheta degli Arena». C’è anche la figura della consigliera comunale Maria Teresa (“Mary”) Muraca tra i dossier al vaglio della Commissione d’accesso antimafia che si è insediata al Municipio di Isola Capo Rizzuto. Un tassello pesante, che emerge dalle carte dell’operazione “Black Flower” – l’indagine che ha sgominato il racket al villaggio turistico Seleno-Margheritissima – e che porta il condizionamento dei clan fin dentro l’Assise cittadina.
Il gioco delle scatole cinesi tra padre e figlia
A ricostruire la ragnatela di relazioni economico-finanziarie sono state le visure della Camera di Commercio analizzate dagli investigatori della Dda di Catanzaro. Al centro dell’attenzione due aziende speculari: la I.G.B. Immobiliare S.r.l. e la G.B. Costruzioni S.r.l..
Le due compagini condividono ben tre soci su quattro (Giuseppe Bruno, Carmine Antonio Timpa e Pasquale Serio) con identiche proporzioni di capitale. La differenza fondamentale risiede proprio nel quarto socio titolare del restante 25%. Nella I.G.B. Immobiliare S.r.l. la quota apparteneva a Domenico Muraca. finito ai domiciliari nell’inchiesta Black Flower. Nella G.B. Costruzioni S.r.l. la quota del 25% figurava in testa alla figlia, la consigliera Mary Muraca.







