E’ possibile effettuare correzioni della dichiarazione sulla quale si basa la proposta di concordato preventivo biennale (Cpb) e sanarle con ravvedimento operoso solo a partire da quella per i redditi 2025 ovvero quella che determina la proposta per il biennio 2026-2027.Per le precedenti adesioni invece, sia quelle per il biennio ’24-’25 che per quelle degli anni ’25-’26, fondate rispettivamente sulle dichiarazioni per i redditi per gli anni d’imposta 2023 e 2024, valgono le regole dettate dall’agenzia delle entrate secondo cui eventuali correzioni non hanno impatto sulla proposta (che resta invariata) ma hanno valenza solo ai fini della verifica della soglia di decadenza. Questo è quanto risulta dalla lettura della versione definitiva del decreto omnibus approvato in via definitiva dal cdm e in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le correzioni del reddito preso a base della proposta

Il decreto in commento mette mano all’articolo 19 del dlgs 13/2024 (norma che disciplina il Cpb) stabilendo un nuovo principio secondo cui è possibile modificare o integrare la dichiarazione dei redditi per rimuovere errori od omissioni relativi ai ricavi, compensi o altri dati indicati o comunicati ai fini della definizione della proposta di concordato.