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Fausta Chiesa

L’Autorità accende il radar sul mercato all’ingrosso dove si forma il prezzo, salito al record da gennai 2023. Ad agosto la domanda di energia sale fino a 54 gigawatt

Il meteo di questa estate – la più calda di sempre – si ripercuote anche sull’energia. In Italia finora - a differenza di alcuni Paesi europei che hanno dovuto fermare alcune centrali nucleari raffreddate con l’acqua dei fiumi ora troppo bassi - non c’è un problema di produzione ma di prezzi, che nei primi giorni di agosto sono schizzati fino a toccare il record da gennaio 2023 con il Pun che mercoledì 5 agosto ha superato i 207 euro al megawattora nella media giornaliera. Tanto che l’Autorità Arera ieri, 6 agosto, ha annunciato di aver rafforzato la vigilanza. Una «misura - ha spiegato l’Autorità presieduta da Nicola Dell’Acqua - finalizzata ad assicurare un monitoraggio ancora più tempestivo e approfondito dell'evoluzione dei prezzi, dei volumi scambiati e dei comportamenti degli operatori».

Le cause dell’aumento dei prezziMa che che cosa dipende l’impennata dei prezzi, con le bollette della luce già salite nel terzo trimestre di quest’anno? A spiegarlo è sempre l’Arera, che cita fattori oggettivi quali «la persistente scarsità dell'offerta di gas sui mercati internazionali, l'aumento della domanda elettrica dovuto alle elevate temperature e le limitazioni alla produzione di energia in diversi Paesi europei a causa delle condizioni climatiche eccezionali». In particolare, a spingere in alto il «Pun» (il prezzo unitario nazionale che si forma sul mercato all’ingrosso dell’energia gestito dal Gme, dove si compra e vende energia elettrica o gas per il giorno successivo e infatti si chiama «Mgp» cioè mercato del giorno prima) sono stati i picchi di domanda.