Il rincaro dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica di questi giorni ha suscitato l’attenzione di Arera, che il 6 agosto ha disposto il rafforzamento dell’Unità di Vigilanza sul mercato elettrico inaugurata a marzo. L’autorità ha anche indicato come cause «fattori oggettivi che stanno interessando l’intero contesto energetico europeo. Tra questi, la persistente scarsità dell’offerta di gas sui mercati internazionali, l’aumento della domanda elettrica dovuto alle elevate temperature e le limitazioni alla produzione di energia in diversi Paesi europei a causa delle condizioni climatiche eccezionali».

La soglia che ha fatto scattare la reazione sono i 207,8 euro al MWh toccati mercoledì 5 agosto, dopo un inizio di settimana sopra le righe: 197,7 euro al MWh il valore giornaliero di lunedì 3 agosto, dai 157 di media mensile messi a segno a luglio (133 a giugno, 119 a maggio e aprile, 143 a marzo, 114 a febbraio, 132 a gennaio). Il valore medio giornaliero del 6 agosto è sceso a 198,3 euro al MWh, quello del 7 si ferma a 184,2. Si viaggia comunque su livelli che non si vedevano da gennaio 2023: 204 euro segnava il prezzo all’ingrosso del 23 gennaio 2023. A parte il picco di 192,8 euro al MWh del 20 gennaio 2025, in questi tre anni e mezzo il Pun Index Gme giornaliero è rimasto sotto tali valori.