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L’Europa è una pentola a pressione: la crisi di Ceuta l’ha fatta scoppiare. Mentre infuria lo scontro tra Roma e Madrid sulla sospensione di Schengen, Berlino apre il fronte dei dublinanti, gli stranieri sbarcati da noi e arrivati in Germania: l’Italia deve riprenderseli, dicono i nostri vicini, lo prevede il nuovo Patto Ue. Il governo di centrodestra replica ricordando che le Ong tedesche ce ne hanno consegnati parecchi a domicilio.
La proposta del Ppe sui centri di rimpatrio degli immigrati
Nella mischia, un ramoscello d’ulivo prova a gettarlo Manfred Weber: il capogruppo del Ppe corre dietro a Giorgia Meloni e alla premier socialdemocratica danese, Mette Frederiksen, chiedendo l’istituzione di centri di rimpatrio dei migranti in Africa. Esattamente l’istanza promossa da Palazzo Chigi e da Copenaghen, che però, nel vertice della settimana scorsa, Bruxelles aveva dribblato.
In un editoriale pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Weber ha tirato le orecchie a Ursula von der Leyen, invitando la Commissione a «non aspettare più lo Stato membro più lento». Tra lui e la presidente dell’esecutivo non corre buon sangue; l’ex ministra della Difesa di Angela Merkel è in rapporti algidi anche con il cancelliere, Friedrich Merz. La cui mossa sui respingimenti verso l’Italia va contestualizzata politicamente: è letteralmente assediato da Alternative für Deutschland, sostenitrice della linea dura con i clandestini.













