ZOPPOLA (PORDENONE) - Erano partiti con un sogno, una vecchia utilitaria e la voglia di lasciarsi sorprendere dalla strada. Sono tornati dopo 5.800 chilometri, attraversando due continenti, con un bagaglio di emozioni, incontri e ricordi che nessuna fotografia potrà restituire fino in fondo. È il viaggio vissuto da Enos Ceschin e dalla compagna Barbara a bordo della loro inseparabile Citroen Dyane 6 del 1982, ribattezzata "La Poderosa", protagonista di un'avventura che li ha condotti da Orcenico Superiore fino a Marrakech. Vettura che era già stata protagonista, con lo stesso Enos e l'amico Juri di un altro viaggio - da Zoppola a Capo Nord - finito però pochi giorni dopo per un guasto all'auto. Ora la nuova avventura, riuscitissima. La coppia ha percorso migliaia di chilometri di autostrade, ha visitato città d'arte, coste mediterranee per giungere infine in Marocco.
La grande protagonista La Dyane, nonostante i suoi 44 anni, ha affrontato il percorso con sorprendente affidabilità, attirando l'attenzione ovunque. Racconta Enos Ceschin: «A Monte Carlo, parcheggiata tra Ferrari, Lamborghini e Rolls Royce, è proprio la piccola vettura francese ad aver conquistato gli sguardi dei turisti». Il viaggio ha attraversato la Provenza, la Camargue, Barcellona, Valencia, Granada e la Costa del Sol fino ad Algeciras dove li attendeva il traghetto per l'Africa. «Lo sbarco in Marocco ha segnato l'inizio della parte più intensa dell'itinerario». Chefchaouen, con le sue case dipinte d'azzurro, appariva come un luogo sospeso nel tempo.L'esperienza Tra vicoli, spezie, tè alla menta e profumi di tajine, la coppia è entrata in contatto con un Paese autentico, fatto di contrasti e di grande umanità. Da Rabat a Casablanca, fino a Marrakech, il Marocco si è rivelato in tutta la sua varietà. L'avventura è continuata tra la valle dell'Ourika, il deserto pietroso di Agafay, villaggi berberi e paesaggi mozzafiato. «Non è mancato il momento di tensione. Nel cuore delle montagne marocchine la Poderosa si è fermata. È proprio allora che è emerso il volto più autentico del Marocco - spiega Enos -: il gestore di un piccolo bar ci ha offerto ospitalità, cibo e aiuto, mentre alcuni meccanici ci raggiungevano dopo un lungo tragitto. Il problema è stato risolto e la Dyane è tornata a rombare». Poi il ritorno a Orcenico Superiore, un viaggio di quasi tre settimane. Rimane il valore dell'esperienza che va ben oltre il dato del contachilometri. Per la coppia il viaggio è diventato soprattutto una riscoperta del tempo condiviso, della capacità di affrontare insieme imprevisti e difficoltà, trovando nella semplicità il vero senso dell'avventura. E la protagonista silenziosa, la Dyane rossa del 1982, si conferma molto più di un mezzo di trasporto. È la compagna di strada che ha reso possibile un itinerario tra Europa e Africa, dimostrando che, a volte, le emozioni più grandi nascono proprio viaggiando lentamente, senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla libertà.













