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Francesca Angeleri

Alessandro Lattisi e Mirko Trevisanato (21 e 19 anni) stanno percorrendo 20 mila chilometri su un'auto del 1999, «senza aria condizionata, ci sono stati anche 49 gradi».

Ode alla Pandina. Automobile di formazione per tante (fortunate) generazioni. Passate. Ma anche presenti. Ma non pensiamo alla versione «fighetta» che arriva a costare anche oltre 20 mila euro, la Panda ha surfato sui tempi e sui gusti per due cose principalmente: la sua «indistruttibilità» e un costo a portata di tutti. Popolare. Ce n’è una, in questo momento, che sta solcando strade ignote e spettacolari, piccola, compatta, e di un’incredibile color verde prato, sta percorrendo i 16 mila chilometri del Mongol Rally un raid automobilistico non competitivo che parte dalla Repubblica Ceca e arriva al Kazakistan, senza itinerario obbligatorio: i partecipanti, su vecchie utilitarie, scelgono liberamente come attraversare montagne e deserti. Una parte della quota va a Cool Earth, associazione che difende le foreste pluviali minacciate dal cambiamento climatico.

BolzaniniAlessandro Lattisi e Mirko Trevisanato, 21 e 19 anni, sono partiti il 10 luglio da Bolzano a bordo della loro Fiat Panda del 1999 che hanno pagato ben 150 euro. Praticamente la trama di un film (anche quello anni ’90) di Salvatores. Il Mongol Rally era il loro sogno. Quello che li porta, ogni mattina, a svegliarsi in un posto diverso, lontano e lontano, e a ripartire entusiasti nonostante la totale assenza dell’aria condizionata. Come una volta. «Abbiamo toccato anche i 49 gradi -dice Trevisanato - non si riusciva né a dormire di notte né a guidare di giorno».