Batterio mangiacarne: come evitare l'infezione Il rischio di contrarre l'infezione, spiega l'Iss, può "essere ulteriormente ridotto evitando di fare il bagno con ferite aperte ed evitando il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti". La trasmissione, prosegue l'Iss, può avvenire infatti anche tramite il consumo di alimenti contaminati, specialmente frutti di mare crudi, causando sintomi gastroenterici, oppure tramite l'esposizione di ferite aperte in acque salate. Nel caso di infezione tramite ferita, possono svilupparsi vesciche, bolle emorragiche fino ad arrivare alla fascite necrotizzante, da cui il nome di "batterio mangiacarne". In rari casi, se non trattata con antibiotici, può causare l'amputazione dell'arto. In bassa percentuale (5%) può evolvere in sepsi, soprattutto in pazienti immunocompromessi.
Allarme per il "batterio mangiacarne", l'Istituto superiore di sanità rassicura: "In Italia rischio di infezione estremamente basso"
Batterio mangiacarne, l'Iss: "Rischio infezione molto basso in Italia. Baltico e Mar Nero le aree più a rischio"










