Immigrazione 11 agosto 2026 Il governo sostiene di essere stato un modello in Europa, ma le nuove regole UE non replicano il sistema italiano e l’idea non è una novità ANSA Dopo l’ingresso irregolare di decine di migliaia di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola nel Nord Africa, il 4 agosto si è tenuto il Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione europea. In quell’occasione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato l’Europa a superare i «vecchi tabù ideologici del passato» e a percorrere la strada delle «soluzioni innovative», chiedendo di mettere in pratica «nuovi modelli di hub per la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in Paesi terzi sicuri». Piantedosi ha indicato come precedente il Protocollo Italia-Albania, sostenendo che l’Italia ha fatto «da apripista».

Già il 17 giugno, commentando l’approvazione del nuovo regolamento europeo sui rimpatri da parte del Parlamento europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva sottolineato la possibilità di aprire centri di rimpatrio in Paesi terzi, seguendo «la strada aperta dal governo italiano con il protocollo con l’Albania», diventata grazie al suo governo «uno strumento a disposizione dell’Europa intera».