La nuova Compagnia dell’Anello
Sara Gilardi
Powered by
Migrants who crossed into Spain are escorted by Spanish soldiers toward the Spanish-Moroccan border for their return to Morocco from the Spanish enclave of Ceuta, Sunday, Aug. 2, 2026. (AP Photo/Bernat Armangue)
Non c’è bisogno di recarsi in un’ideale “terra di mezzo” per comprendere che il vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione europea sul governo dell’immigrazione illegale assomigli a una nuova e rinnovata Compagnia dell’Anello. Tra i volenterosi che hanno aderito alla lettera di Giorgia Meloni e della premier danese Mette Frederiksen, altri 20 Stati membri dell’Ue, che tentano un’impresa considerata da alcuni alquanto impossibile: riunirsi attorno a un tavolo e dettare una linea “preventiva” contro l’immigrazione non regolamentata. Sullo sfondo della crisi a Ceuta, il botta e risposta tra Italia e Spagna. Alla frecciatina da parte del ministro degli Esteri spagnolo – che ha dichiarato l’Italia “inadeguata” – risponde con tono quasi ilare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando come il nervosismo di Madrid sia dettato da una politica sostanzialmente fallimentare sul tema migratorio. Al netto giudizio sulla politica migratoria spagnola si alterna però un tono conciliante, da vecchi compagni di scuola e vicini di banco, sottolineando come l’Italia sia sempre stata solidale e amica della Spagna, ma, da buoni amici, bisogna pur riconoscere i punti che non vanno: tra questi, l’affermare che la loro politica su questo dossier non sia perfetta.










