La pace su Marcinelle non calerà mai. Se ce n’era bisogno, un’ulteriore dimostrazione è arrivata dall’intervista al Corriere della Sera di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato è tornato sui fattacci del fine settimana, sul sindacato belga Fgtb (ma c’è chi dà per sicura la presenza di rappresentanti italiani) che si è voltato di spalle durante il discorso commemorativo del numero uno di Palazzo Madama e della vicepresidente dell’Europarlamento di Fdi, Antonella Sberna. Ha stigmatizzato i comportamenti dei compagni e i silenzi della sinistra, ma ha anche denunciato altri fatti, se possibile ancor più gravi.
Lo scontro tra La Russa e la Cgil sulle proteste a Marcinelle
«Oggi», evidenzia La Russa, «non sono a Marcinelle e sento di poter parlare più liberamente: l’atto di girarsi di spalle mentre leggevo il messaggio del capo dello Stato è stata la massima mancanza di rispetto per il luogo e il momento da parte della Cgil. A Landini vorrei rivolgere un consiglio non richiesto. Prima di fare affermazioni categoriche, come dire che chi ha denunciato la volgare protesta fosse vittima di un colpo di sole, dovrebbe guardare bene chi è a portata di orecchio di certi commenti e di certe risatine».











