Il presidente del Senato: parole irriferibili ad Antonella Sberna, spero non siano state registrate. Sarebbe imbarazzante per il leader Cgil

Ignazio La Russa dice che anche gli italiani hanno insultato a Marcinelle. Dopo le spalle date dai sindacalisti belgi e le accuse alla Cgil, il presidente del Senato in un’intervista al Corriere della Sera parla proprio di Maurizio Landini e di commenti volgari e sessisti nei confronti suoi e di Antonella Sberna, vicepresidente FdI dell’europarlamento. Dice che sono parole «che mi sono state riferite e io non le divulgo di sicuro. Mi auguro non siano state registrate. Sarebbe davvero imbarazzante per chi le ha pronunciate». E conclude: «La giornata è stata pianificata dalle due organizzazioni che insieme hanno scelto di farsi riconoscere indissolubilmente legate e con il fazzoletto rosso che riportava le sigle di entrambi i sindacati».

L’esponente di Fratelli d’Italia dice che ha preferito «ignorare quella manifestazione di intolleranza per non turbare la sacralità della ricorrenza e di quel luogo. E poi non intendevo mescolare l’incarico che avevo ricevuto di leggere le parole del presidente della Repubblica con la bassa e strumentale polemica politica che stavano mettendo in atto. Oggi però non sono a Marcinelle e sento di poter parlare più liberamente: l’atto di girarsi di spalle mentre leggevo il messaggio del capo dello Stato è stata la massima mancanza di rispetto per il luogo e il momento da parte della Cgil».