L’oro arriva a superare i 4.400 dollari l’onciaL'oro tocca i massimi da due mesi poi ripiega. Il contratto spot nella notte è arrivato a superare i 4.400 dollari l'oncia, il livello piu' elevato dal 5 giugno scorso, per poi virare in negativo. Al momento cede lo 0,51% a 4.369 dollari. Secondo gli esperti di Pepperstone, a favorire gli acquisti del metallo prezioso sono dinamiche di flusso favorevoli, rendimenti reali più bassi, una curva dei rendimenti più ripida e aspettative di allentamento da parte della Fed unite agli acquisti da parte delle banche centrali.

Le Borse europee partono cautePartenza piatta per le Borse europee, in scia alla debolezza di Wall Street della vigilia e all'andamento contrastato dell'Asia, dove la Borsa di Tokyo è chiusa per festività. Il mercato continua a guardare al Medio Oriente, dove si affievoliscono le speranze di un imminente accordo sullo Stretto di Hormuz e crescono le tensioni tra Usa e Iran. Il presidente americano, Donald Trump, ha rifiutato le richieste di Teheran di risarcimento per la guerra e ha rilanciato dicendo che potrebbe chiedere alla Repubblica islamica dei risarcimenti per le vittime del regime. Così il Ftse Mib di Milano si muove in rialzo dello 0,2%, piatti il Dax di Francoforte (-0,01%), il Cac di Parigi (-0,02%) e il Ftse 100 di Londra (+0,01%). Poco sopra la parità l’Aex di Amsterdam (+0,2%), l’Ibex di Madrid (+0,3%). Le incertezze sulla riapertura di Hormuz si riflettono sull'andamento dei prezzi del petrolio, che dopo l'impennata di ieri che ha riacceso i timori legati all'inflazione, continuano a salire. Il Brent rimette così nel mirino i 90 dollari al barile e scambia a 89,23 dollari (+1,7%), mentre il Wti vale 83,49 dollari (+1,66%).