Le tensioni in Medioriente continuano a influenzare i mercati finanziari

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Dopo mesi a saltellare fra le stelle, l'oro continua la sua lenta frenata, con il prezzo spot che ieri ha perso quasi il 3,5% ed è sceso a 4.112 dollari l'oncia, sui livelli più bassi dalla fine di marzo e ben lontano dai picchi di 5.600 dollari l'oncia di qualche mese fa. Le vendite sono alimentate dal rafforzamento delle aspettative di tassi d'interesse elevati più a lungo e dal conseguente aumento dei rendimenti obbligazionari.

Le tensioni in Medioriente continuano a influenzare i mercati finanziari. I nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, successivi all'abbattimento di un elicottero americano, hanno sostenuto le quotazioni energetiche e riacceso i timori di un ritorno delle pressioni inflazionistiche a livello globale. Il Brent è tornato a 94,4 dollari al barile (+3,2%), mentre ad Amsterdam il Ttf a 50,4 euro al megawatt/ora, in crescita del 12% nell'ultimo mesi.