Il metallo arretra ai minimi da due mesi, penalizzato dal dollaro forte e dal rialzo del petrolio. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran alimentano i timori di inflazione e nuove strette della Fed
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Mercoledì l'oro ha perso oltre l'1%, toccando il minimo delle ultime 11 settimane, complice l'apprezzamento del dollaro e il rialzo del petrolio legato alla riaccensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Un mix che alimenta i timori di una nuova pressione inflazionistica e di possibili ulteriori strette sui tassi di interesse.
Il nodo della politica monetaria
A pesare è soprattutto l'attesa per i prossimi dati macroeconomici statunitensi, in particolare l'inflazione. Le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve hanno spinto i rendimenti dei Treasury decennali verso il 4,6%, aumentando il costo‑opportunità di detenere oro, un asset privo di cedole. I titoli di Stato americani, percepiti come sicuri e oggi più remunerativi, attirano una quota crescente di investitori.









