<p>Il prezzo dell'oro è rimbalzato ieri di oltre l'1%, mentre gli investitori valutavano gli sforzi diplomatici volti ad allentare il conflitto tra Stati Uniti e Iran, una situazione che potrebbe ridurre i rischi di inflazione legati al petrolio e influenzare il percorso dei tassi di interesse della Fed.

L'oro spot è salito dell'1,67% a 4.076 dollari l'oncia e il future sul metallo giallo dell'1,6% a 4.082 dollari.

Il metallo prezioso è stato protagonista di una marcata inversione di tendenza nella prima metà del 2026 dopo aver toccato il massimo storico intraday a 5.595 dollari l'oncia lo scorso 29 gennaio. «Sebbene l'entità dello storno abbia turbato gli investitori, riteniamo si tratti di un sano assestamento e non della fine del bull market strutturale», ha sottolineato Nitesh Shah, Head of Commodities and Macroeconomic Research di WisdomTree nell'outlook per l'oro visionato in anteprima da MF-Milano Finanza. «L'eccezionale premio di valutazione accumulato durante il rally del 2025-2026 è stato ampiamente riassorbito, riportando le quotazioni su livelli decisamente più vicini alla nostra stima del fair value.

Di conseguenza, prevediamo che la prossima fase di mercato sarà guidata principalmente dai fondamentali macroeconomici, anziché da una domanda straordinaria da parte degli investitori», ha previsto Shah.