<p>Il prezzo dell’oro sale di oltre l’1% il 21 luglio, mentre gli investitori valutavano gli sforzi diplomatici volti ad allentare il conflitto tra Stati Uniti e Iran, una situazione che potrebbe ridurre i rischi di inflazione legati al petrolio e influenzare il percorso dei tassi di interesse della Fed.

L’oro spot balza dell’138% a 4.060,11 dollari l’oncia e il future sul metallo giallo sale dell’1,35% a 4.069 dollari. </p> <h2>L’oro è tornato a legarsi ai fattori macro</h2> <p>«Sembra che l’oro stia cercando di trovare una base intorno al livello di 4.000 dollari e che da lì tenterà di riprendere il movimento rialzista», ha dichiarato Ilya Spivak, responsabile macro di Tastylive.

«Le notizie provenienti dal Medio Oriente sembrano avere un certo effetto a cascata, anche se sempre più spesso vengono considerate solo in modo marginale e temporaneo». </p> <p> </p> <p>I prezzi del petrolio perdono terreno (future sul Brent -0,59% a 88,69 dollari al barile), mentre i mercati valutano da una parte le notizie sui tentativi di mediazione tra Stati Uniti e Iran e dall’altra lo scambio di nuovi attacchi tra le due parti, oltre alle minacce di un blocco navale contro l’Arabia Saudita da parte degli Houthi dello Yemen.