<p>L’euforia che ha spinto l’argento oltre i 120 dollari l’oncia a gennaio 2026 sembra ormai un ricordo.

Dopo aver toccato quei massimi su base intraday, il metallo prezioso ha corretto ed è andato sotto 60 dollari l’oncia, livello che resta comunque superiore del 70% rispetto a un anno fa.

Il 24 luglio scambia a 58,39 dollari l’oncia e sale dello 0,98%. </p> <p> </p> <p>Per <strong>Nitesh Shah</strong>, <em>Head of Commodities and Macroeconomic Research </em>di <strong>WisdomTree, </strong>il ridimensionamento delle quotazioni rappresenta un ritorno verso livelli più coerenti con i fondamentali.

Prezzi stabilmente oltre quota 100 dollari avrebbero, infatti, rischiato di accelerare la distruzione della domanda industriale, mentre anche ai livelli attuali è prevedibile una maggiore attenzione delle imprese nel contenimento dei consumi di argento. </p> <h2>L’oro resta il principale motore</h2> <p>Il quadro prospettico dell’argento continua a dipendere in larga misura dall’andamento dell’oro.

Secondo l’analisi di <strong>Nitesh Shah</strong>, la fase di correzione ha eliminato buona parte dell’eccesso speculativo accumulato nei primi mesi del 2026, lasciando spazio a un contesto macroeconomico ancora favorevole ai <strong>metalli preziosi.</strong> </p> <p> </p> <p>La casa d’investimento prevede un moderato apprezzamento dell’oro, con <strong>quotazioni superiori a 4.560 dollari l’oncia</strong> nel secondo trimestre 2027.