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Le società della massima serie non sarebbero state consultati prima delle scelte, nemmeno Mancini convince. La nomina dell'ex schermitrice in stand-by
Il caso legato alla possibile incompatibilità di Diana Bianchedi come capodelegazione della nazionale continua a far rumore. Stavolta gli strascichi arrivano dalla Lega Serie A che, come spiega l'edizione odierna del Corriere della Sera, sono sicuramente infastiditi dall'operato del presidente Figc Giovanni Malagò.
I club della massima serie, componente decisiva per l'elezione in Federcalcio dell'ex numero uno del Coni, non hanno apprezzato le scelte di Roberto Mancini come ct (avrebbero preferito Antonio Conte) e dell'ex schermitrice nel ruolo di rappresentanza legato alla maglia azzurra, considerato che Bianchedi non ha alcuna esperienza legata al mondo del calcio ed è considerata inadatta al ruolo che fu di Riva, Vialli e Buffon.
Prima ancora, l'accusa a Malagò è quella di non essersi confrontato con la Lega Serie A, in barba alla "condivisione" che doveva essere totale, sbandierata da fine giugno e poi ancora di fronte a Maldini e Leonardo nella loro breve parentesi in dirigenza.












