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Neanche il tempo dell'annuncio, a mezzo stampa, che Diana Bianchedi diventa subito un caso e riaccende vecchie ruggini mai sopite tra la Figc e il Coni. Solo che stavolta alla guida di via Allegri c'è proprio Giovanni Malagò, che in 12 anni di Comitato olimpico si è sempre prodigato per far rispettare lo statuto, a costo di commissariare. Figc compresa. La decisione di aver scelto la sua fedelissima e attuale vicepresidente del Coni come capodelegazione della nazionale tornata al ct Roberto Mancini arriva dalle pagine della Gazzetta dello Sport: "Il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni...", chiarisce l'ex numero uno del Coni, che parla di "rivoluzione culturale", sottolineando che "essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell'Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi...". Insomma, una carica di "energia e positività", si dice convinto Malagò. "Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante".










