Nazionale. 10 agosto 2026 alle 00:24Polemica sull’annuncio di Diana Bianchedi capo delegazione della squadra di Mancini
La Nazionale di calcio continua a far notizia fuori dal rettangolo di gioco. Da un lato, il confronto a distanza tra Paolo Maldini e Giovanni Malagò non solo non si placa, ma fotografa la frattura tra i due protagonisti della vicenda e le differenti visioni sul nuovo progetto tecnico della Nazionale. Da una parte l’ex capitano azzurro, che al Corriere della Sera ieri ha parlato di fiducia tradita e rispetto dei ruoli; dall’altra il presidente della Figc, che sulla Gazzetta dello Sport (sempre casa Rcs) ha difeso le proprie decisioni. La ciliegina sulla torta, poi, è la nomina di Diana Bianchedi, olimpionica nel fioretto femminile a Barcellona 1992 e Sidney 2000 e vice presidente del Coni, a capo delegazione della Nazionale di calcio guidata da Roberto Mancini. Un annuncio, fatto ieri da Malagò, che ha sollevato un altro polverone di polemiche sull’opportunità di questa nomina.
Lo scontro
Il confronto a distanza tra Maldini e Malagò parte dagli accordi iniziali. Quando il presidente della Figc propose a Paolo Maldini di guidare l’area tecnica federale, affiancato da Leonardo, la scelta del commissario tecnico sarebbe spettata a loro, con l’avallo del presidente. L’obiettivo non era soltanto trovare un allenatore, ma rifondare il calcio italiano con un progetto di otto-dieci anni: più tecnica, coraggio offensivo e continuità tra le giovanili e la squadra maggiore. I primi nomi furono Andrea Pirlo, Daniele De Rossi e Fabio Grosso. I vincoli sugli allenatori sotto contratto in Serie A ridussero le possibilità, mentre il tentativo più ambizioso portò Maldini e Leonardo a Barcellona da Pep Guardiola. Secondo Maldini, il catalano fu molto tentato, ragionò sulle formazioni e non pose ostacoli economici; alla fine rinunciò perché stanco dopo dieci anni di Premier.











