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Il termine per depositare i pareri sul progetto della Lazio è scaduto, ora la partita per lo stadio Flaminio entra nel vivo. Si sono rivelate troppo ottimistiche le aspettative di un «sì» o un «no» chiaro e incontrovertibile già nella giornata di ieri, termine della conferenza dei servizi preliminare iniziata a fine maggio, ma un’indiscrezione è trapelata in serata e parla di un parere «favorevole con prescrizioni» arrivato dalla Soprintendenza speciale di Roma, ente chiamato a esprimersi sugli aspetti del progetto che rischiano di collidere con i vincoli che gravano sul Flaminio, quelli architettonici in primis (lo stadio è di fatto un monumento, nonostante il degrado in cui versa) ma anche paesaggistici.
Già a giugno le Belle Arti hanno richiesto alla Lazio integrazioni, facendo presente due punti principali: non deve essere intaccata la pensilina di Nervi (mantenerla, però, potrebbe imporre alla società una riduzione della capienza desiderata) e il disegno originale dello stadio non deve essere nascosto dall’anello aggiuntivo progettato dalla Lazio. Difficile che la Soprintendenza possa smentire se stessa e difficile, allo stesso tempo, che possa essere stravolto nell’arco di due mesi un progetto da oltre 400 milioni di euro di investimenti. E sempre se le indiscrezioni fossero confermate, pare che proprio la pensilina sia l’elemento con cui la Lazio dovrà confrontarsi.










