La battaglia sulla controversa tassa sui «pied-a'-terre», le seconde case dei newyorkesi ricchi, registra una novità: un giudice ne ha ordinato la stop temporaneo, mentre l’amministrazione del sindaco Zohran Mamdani ha annunciato ricorso immediato. Il giudice Wayne M. Ozzi, della Corte Suprema dello Stato di New York a Staten Island, ha emesso l’ordinanza restrittiva temporanea dopo che, la scorsa settimana, un gruppo di proprietari di case aveva fatto causa a Mamdani, sostenendo che l'introduzione della tassa - sopra il valore di 5 milioni di dollari per le case unifamiliari o bifamiliari e oltre un milione per gli appartamenti - fosse stata gestita in modo scorretto. La tassa, proposta dalla governatrice Kathy Hochul e sostenuta da Mamdani, era stata celebrata dai suoi sostenitori come la realizzazione della promessa del sindaco di «far pagare i ricchi». Avrebbe dovuto generare circa 500 milioni di dollari l'anno per la città, che deve fare i conti con un deficit di bilancio. Sebbene al giudice non fosse stato chiesto di pronunciarsi sulla legittimità della tassa in sè, la sua ordinanza ha messo un freno a quei piani, almeno per il momento. Randy Mastro, l'avvocato che rappresenta i ricorrenti e da tempo critico nei confronti di Mamdani, ha dichiarato che la decisione del giudice Ozzi «ha tutelato i diritti di centinaia di migliaia di proprietari di case di New York City che erano stati sottoposti a una procedura alla quale, fin dall'inizio, non avrebbero mai dovuto essere coinvolti».