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11 Agosto 2026 - Ore 07:37
La versione dell’uomo ribalta la ricostruzione del proprietario dello Schnauzer: “Ho usato il palo per allontanarlo, non volevo ucciderlo. Mio figlio è finito al Pronto soccorso
Una spiaggia, un bambino di sei anni che corre e grida, due cani che lo inseguono e un padre che sostiene di essere intervenuto perché convinto che il figlio fosse in pericolo. È questa la versione dell’uomo accusato diavere colpito con un palo da ombrellone una cagnolina Schnauzer nano, poi sottoposta a eutanasia a causa delle gravissime lesioni riportate nell’episodio avvenuto il 7 agosto sulla spiaggia di un complessocondominiale di Pizzo.Una ricostruzione che si contrappone nettamente a quella fornita dal proprietario dell’animale, un turista tedesco che ha presentato un esposto e informato anche il proprio Consolato. L’uomo indicato come autore del gesto, assistito dall’ avvocato Elisa Solano, ha deciso adesso di raccontare la propria versione, sostenendo di non aver voluto uccidere né ferire il cane ma di essere intervenuto esclusivamente per proteggere il figlio di sei anni.
“Mio figlio correva e gridava aiuto”















