Centocinquant’anni fa, tra il 13 e il 17 agosto, la cittadina di Bayreuth, in Baviera, accolse la prima rappresentazione completa del Ring des Nibelungen, L’anello del Nibelungo, partitura che, come nessun’altra, ha suggestionato la storia culturale e politica d’Europa per parecchi decenni a venire. Sotto il titolo unificante, questa saga musicale germanica si snoda attraverso quattro opere da darsi possibilmente in giorni consecutivi: L’oro del Reno, il “prologo”, seguito da tre “giornate”, ossia La Valchiria, Sigfrido, Il crepuscolo degli dèi.

Richard Wagner, ispirato dalla mitologia nordica, aveva cominciato a lavorare tre decenni prima su testo e musica, partendo dalla fine dell’epopea, la morte dell’eroe Sigfrido (il “Crepuscolo”), e andando via via all’indietro fino al prologo, dove il nano Alberich, della stirpe dei nibelunghi, ruba l’oro alle figlie del Reno con cui, rinunciando all’amore, forgia un anello che consente a chi lo possiede di dominare il mondo. Per la tetralogia Wagner fece edificare un teatro apposito, il Festspielhaus sulla collina di Bayreuth, santuario della sua arte inteso anche come tempio laico identitario per il neonato impero tedesco.

Al festival di Bayreuth, tuttora governato dalla dinastia Wagner, le celebrazioni per il Ring sono cominciate questa settimana: il ciclo viene riproposto tre volte fino al 16 agosto, sul podio Christian Thielemann, custode della linea tedesca nell’interpretazione wagneriana. Nell’occasione dell’anniversario è uscito anche un Ring discografico. Direttore italiano, orchestra americana. Curiosa miscela. Se non fosse che sul podio della Dallas Symphony (centoventicinque anni di storia, e per la prima volta l’impegno su un Wagner) c’è uno dei più tedeschi fra i nostri maestri, Fabio Luisi. Insieme a un cast da serie A. Al cofanetto di tredici cd dell’etichetta Delos registrati dal vivo, in concerto, tra il 2024 e il 2025, pochi giorni fa i critici musicali italiani hanno conferito un premio Abbiati del disco. Luisi ha esperienza di Ring. Sei cicli diretti a Dresda nel 2006, e nel 2012 subentrò al malmesso James Levine per Sigfrido e Crepuscolo al Metropolitan di New York.