Nella mozione con cui Prato riapre la partita del no allo sviluppo dello scalo di Peretola (alleanza trasversale con i Comuni di Campi, Poggio, Sesto, Calenzano, Carmignano e Provincia) si fa riferimento allo studio sull’impatto acustico richiesto "dalla gestione commissariale". Il Comune evidenzia carenze nella ricerca, come si legge nel testo della mozione (che dà mandato di rivolgersi al Tar). Si dice che "è stato monitorato solo uno degli otto ricettori sensibili sul sentiero di atterraggio escludendo quello maggiormente esposto al problema acustico, la scuola ’Crocini’ di S. Giorgio a Colonica", inoltre si fa notare che "l’analisi risulta del tutto priva di valutazioni relative alle rotte di decollo che interferiscono con Mezzana". Via libera al ricorso al Tar da 18, consiglieri di maggioranza e sindaco, 9 astenuti (gruppo FdI, gruppo Fi e Risaliti civica). Il no di Biffoni e della giunta ha il valore sostanziale di ricorrere, ma anche quello politico di opporsi alle scelte del Comune di Firenze e della Regione (stesso colore partitico di Prato). La sindaca Bugetti prima di chiudere il mandato aveva fatto inviare dagli uffici una lettera a Toscana Aeroporti in cui esprimeva nettamente contrarietà alle controdeduzioni presentate e riteneva che gli interventi proposti "consistenti sostanzialmente nella sostituzione degli infissi" rappresentano "una soluzione parziale della criticità, in quanto garantiscono il clima acustico all’interno degli edifici solo a finestre chiuse". Tale proposte non erano ricevibili prevedendo uno scenario di sviluppo realizzato nel 2028. Ora Biffoni alza la posta. Aspetta il Tar e presumibilmente vorrà avere compensazioni più "forti" sul territorio ipotizzando che a Peretola si porterà in fondo il piano di sviluppo.