Nell’estate astigiana clima rovente non soltanto per le alte temperature. Ad accendere il clima anche la corsa verso le elezioni comunali della prossima primavera.L’unico ufficialmente in lizza per la carica di sindaco resta Marco Goria, ma il quadro dei potenziali candidati si arricchisce di nuovi protagonisti. L'ultima novità è Michele Iannotta, indicato da più parti come il referente accreditato di Futuro Nazionale, il movimento guidato dall’ex generale Roberto Vannacci.Alla testa del principale tra i comitati costituenti del territorio, Iannotta figura in prima fila per assumere la segreteria, diventando di fatto la scelta più naturale per la candidatura a sindaco. L’attesa prudente Il diretto interessato al momento sceglie la linea della prudente attesa, senza tuttavia smentire le indiscrezioni: «Rimango a disposizione delle decisioni di base e vertici; con tutti i tesserati siamo pronti ad avere un ruolo fondamentale nella prossima sfida elettorale», dichiara, forte di rilevazioni astigiane che accreditano la sigla al 5%. Chi non ha invece atteso è Andrea Fea, che ha già fatto partire una massiccia campagna di comunicazione sui bus urbani con lo slogan «Io ci sono».Già candidato con la lista Cirio alle ultime regionali, Fea ritiene di possedere un buon radicamento ma un livello di notorietà non ancora sufficiente per correre al vertice: «Ho deciso di muovermi con largo anticipo proprio perché non sono ancora così conosciuto tra i cittadini», ammette. L’ingresso in Comune Il suo traguardo immediato è l’ingresso nel Consiglio comunale che verrà, senza però chiudere la porta all'aspirazione più alta: «Il mio obiettivo prioritario è presentare una lista forte con candidati già pronti sul campo; punto a diventare consigliere comunale ma resto apertissimo all'ipotesi di correre da sindaco: si tratta però di una scelta che richiede il pieno e condiviso gradimento di tutto il centrodestra, altrimenti mi metterò al servizio del gruppo». Nel campo della coalizione di governo il nome favorito resta quello del deputato di Fratelli d'Italia Marcello Coppo; qualora dovessero sorgere ostacoli legati alle dinamiche delle candidature parlamentari, è pronto l'ex assessore Renato Berzano, sempre in quota FdI. Sul versante opposto, il centrosinistra si ritrova invece ad affrontare una spaccatura clamorosa su un tema identitario per la città: la presenza di Emanuele Filiberto di Savoia al prossimo Palio del 6 settembre, invitato dal Rione Santa Caterina. La reazione dell’Anpi La visita del discendente di casa Savoia ha provocato la dura reazione dell'Anpi, sostenuta da una nota firmata da Pd, Movimento 5 Stelle, Cgil, Uil e Acli. Una presa di posizione da cui prende le distanze Vittoria Briccarello, consigliera comunale di UnitiSiPuò e figura di punta della sinistra locale in lizza per la leadership dell'opposizione insieme al dem Michele Miravalle, e componente della Commissione tecnica della manifestazione: «Non ho preso visione del documento prima della sua diffusione e, anche se mi fosse stato sottoposto, non lo avrei mai sottoscritto», ribadisce Briccarello. «La politica deve restare del tutto estranea alla nostra festa principale per il suo profondo significato comunitario; nei comitati lavorano insieme persone di ogni orientamento politico uniti dalla passione per il Palio». In sintonia Maria Ferlisi, capogruppo Pd: ««Il Palio è una manifestazione popolare e la politica deve rimanere fuori» afferma a sua volta anche Maria Ferlisi, capogruppo in Consiglio comunale del Pd. «Giusta la presa di posizione dell’Anpi che è un’associazione sufficientemente autorevole da non aver bisogno dell’appoggio dei partiti» sostiene.