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Una donna cremonese lascia in eredità la propria casa ai frati cappuccini che trovano 160 milioni di lire nascosti in un armadio. La Banca d’Italia rifiuta il cambio, ma il caso finisce in tribunale.

Un tesoro dimenticato per oltre vent'anni, nascosto in un armadio. Quando i frati cappuccini hanno aperto l'armadio di una delle case appena ereditate, si sono trovati davanti a una montagna di banconote: oltre 160 milioni di lire (circa 80 mila euro). Denaro che, con l'introduzione dell'euro, sembrava ormai destinato a non valere più nulla. E, invece, oggi, dopo che la Banca d'Italia ha respinto la richiesta di conversione, quei soldi sono al centro di una battaglia legale.

Il lascito di Silvana ai frati cappuccini "Lascio tutto ai frati cappuccini". È questo il cuore del testamento di una donna cremonese, Silvana C., trasferitasi a Foggia e lì deceduta. Senza marito e senza figli, l'anziana ha stilato un testamento a favore dei frati cappuccini che sono entrati in possesso di un appartamento e di tutto quello che c'era dentro. Tra quelle mura, però, c'era qualcosa che non si aspettavano. Nel 2024, mentre i religiosi stavano sistemando l'abitazione, hanno aperto una cassapanca e si sono trovati davanti a una montagna di vecchie banconote: 160.728.000 lire, per la precisione, una somma che al cambio corrisponderebbe a oltre 80mila euro. Denaro rimasto nascosto per anni e scoperto soltanto a distanza di oltre vent'anni dall'introduzione della moneta europea.